Borsa Italiana, preoccupano delisting contro mercato - AD

martedì 22 marzo 2011 14:08
 

MILANO, 22 marzo (Reuters) - Borsa Italiana è preoccupata da processi di delisting che contrastano con l'interesse del mercato.

E' quanto ha detto l'amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, incontrando la stampa nell'ambito della decima edizione della Star Conference.

I delisting, ha affermato Jerusalmi, "fanno parte della vita normale del mercato. Ma ci sono processi che palesemente non sono nell'interesse del mercato". Un appunto che, ha precisato l'AD, non riguarda Bulgari BULG.MI: l'offerta d'acquisto di Lvmh (LVMH.PA: Quotazione), infatti, "soddisfa il mercato".

L'operazione Bulgari conduce ad affrontare il tema della tutela di aziende o settori rispetto a takeover di matrice estera, ovveri ai casi Edison EDN.MI e Parmalat (PLT.MI: Quotazione).

"Non sono un politico", ha puntualizzato Jerusalmi. "Noto soltanto che una giurisdizione che protegge da takeover è presente in diversi paesi. Se sono ragionevoli e fatte con buon senso, (queste leggi) non hanno danneggiato le aziende". Più in generale, "ci sono aziende che hanno avuto performance straordinarie senza essere contendibili". Attenzione, inoltre, ha precisato il manager, a confondere l'esigenza di internazionalizzazione delle imprese italiane, che è "fondamentale", con uno scenario in cui "tutte le aziende italiane sono acquisite da estere", che "non è auspicabile".

Per stimolare le imprese a quotarsi, ha ricordato Jerusalmi, "è stato creato un tavolo Consob per discutere semplificazioni e miglioramenti della normativa", ma "la semplificazione non deve intaccare la qualità". Però, posto che andrebbe "cambiata la mentalità degli imprenditori, secondo il numero di Palazzo Mezzanotte è probabile che una futura accelerazione delle Ipo "verrà guidata da motivi esogeni", che renderanno la borsa "una scelta obbligata". Fra i trigger esterni, Jerusalmi ha citato "il rialzo dei tassi" e "una maggiore selettività del canale bancario". Scettico, invece, sugli incentivi fiscali, che "non è detto producano benefici strutturali".

Gli imprenditori che guardano alla quotazione non dovrebbero farsi spaventare dalla volatilità dei mercati, perché "bisogna abituarsi, sarà sempre più elevata. I trend sono più veloci. All'imprenditore dovrebbe interessare il percorso di crescita".

E a chi gli chiedeva che effetto fa va vedere un marchio italiano come Prada prendere la via di Hong Kong, Jerusalmi ha risposto che "certamente non mi fa piacere. Penso che non troveranno ad Hong Kong più di quanto avrebbero trovato a Milano. Ma stiamo a vedere: magari, in un secondo tempo approderanno anche qui".

Per quanto riguarda le prossime Ipo, l'AD ha ricordato Rhiag, Sea, Moncler e "diverse aziende medio-piccole".   Continua...