Private equity Italia, investimenti -5,9% in 2010, bene raccolta

lunedì 21 marzo 2011 15:31
 

MILANO, 21 marzo (Reuters) - L'industria del private equity italiana ha archiviato il 2010 con investimenti in calo del 5,9%, a quota 2,461 miliardi, un balzo della raccolta del 128,6%, a 2,187 miliardi, e un calo del 46,45% dei disinvestimenti (a 977 milioni), frutto soprattutto del ritorno dei write-off a livelli fisiologici.

I dati sono stati illustrati nel corso del convegno annuale dell'Aifi, l'associazione italiana del private equity e venture capital.

Illustrando i risultati, Anna Gervasoni, direttore generale di Aifi, ha sottolineato l'accelerazione dell'attività nella seconda parte dell'anno. Tra luglio e dicembre, infatti, gli investimenti sono stati 163 (292 nell'intero 2010), per un ammontare di 1,909 miliardi, contro appena 552 milioni del primo semestre.

Significativo il dato della raccolta, influenzata dai 600 milioni del Fondo Italiano d'Investimento (Fii). "Ma", ha puntualizzato Gervasoni, "escludendo il Fii, la raccolta è cresciuta del 68%".

Per quanto riguarda gli investmenti, i buyout sono calati del 2% in termini di ammontare.

Giampio Bracchi, presidente di Aifi, ha evidenziato, parlando dei disinvestimenti, che "i write-off sono tornati ai livelli fisiologici del passato". D'altro canto, "la scelta della quotazione risulta ancora poco percorsa da parte delle piccole e medie imprese".

Le difficoltà di exit per gli operatori di private equity, ha aggiunto Gervasoni, fanno sì che il portafoglio degli operatori italiani sia ai massimi storici, ovvero 21,5 miliardi. Nel dettaglio, l'industria italiana conta su 1.160 società in portafoglio, che hanno circa 450.000 dipendenti e 235 miliardi di fatturato.

Secondo i calcoli Aifi, il private equity italiano ha un potenziale investibile di 8,1 miliardi e potrebbe realizzare 1.500 operazioni.

(Massimo Gaia)