Aiuti a società quotate, Italia ha violato norme - Corte Ue

mercoledì 22 dicembre 2010 11:58
 

BRUXELLES, 22 dicembre (Reuters) - Per la Corte di giustizia Ue l'Italia è venuta meno agli obblighi comunitari in materia di aiuti di Stato a società ammesse a quotazione in una Borsa europea regolamentata.

Si legge in una nota.

La Commissione, ricorda la nota, aveva dichiarato che il regime di aiuti di Stato, cui l'Italia ha dato esecuzione sotto forma di agevolazioni tributarie a favore di società ammesse alla quotazione, era incompatibile con il mercato comune.

"Non avendo adottato, entro i termini stabiliti, tutti i provvedimenti necessari al fine di sopprimere il regime di aiuti dichiarato illegittimo ed incompatibile con il mercato comune dalla decisione della Commissione cui l'Italia ha dato esecuzione a favore di società recentemente quotate in Borsa, e di recuperare presso i beneficiari gli aiuti concessi in virtù di tale regime, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono", dice la Corte.

Il regime di aiuti conferiva due tipi di vantaggi economici. Innanzitutto, un'aliquota ridotta del 20% dell'imposta sul reddito delle società (aumentando così per un triennio l'utile netto realizzato dalle medesime nell'ambito di qualsiasi attività economica). In secondo luogo, riduceva il reddito imponibile nell'esercizio fiscale nel quale aveva avuto luogo l'operazione di ammissione in Borsa. Tali riduzioni si traducevano inoltre in un'aliquota fiscale effettiva più bassa sui redditi del 2004.