4 novembre 2010 / 09:51 / 7 anni fa

SINTESI-Enel GP soffre, ordini finali le restituiscono quota 1,6

(Aggiorna, aggiunge commento analisti, gestori)

* Seduta in rosso fino a un‘ora dalla fine

* AD Conti: “A questi prezzi Egp ha margini per crescere”

* Greenshoe sarà esercitata, flottante salirà al 32,5%

di Giancarlo Navach

MILANO, 4 novembre (Reuters) - Debutto non proprio esaltante per Enel Green Power EGPW.MI EGPW.MC, la controllata Enel (ENEI.MI) per le rinnovabili, che alle borse di Milano e Madrid resta in rosso per gran parte della seduta ma trova una spinta di recupero finale che le fa ritrovare il prezzo dell‘offerta a 1,6 euro.

La Ipo resta la più grande d‘Europa dal 2008 con i suoi 2,6 miliardi di valore a completamento della greenshoe (in borsa è andato per ora il 28,3% del capitale, 1,4 miliardi di azioni).

Nel primo giorno di contrattazioni gli scambi non sono stati elevati, quasi 160 milioni di azioni su un capitale totale di 5 miliardi di titoli, e per gran parte della seduta il flusso di vendite è stato continuo in un mercato largamente positivo dopo l‘annuncio delle misure della Fed per stimolare l‘economia Usa.

Poi sono emersi ordini in acquisto, secondo un trader probabilmente da fondi, anche se nel mercato non si ritiene da escludere un intervento di sostegno dei collocatori.

Gli stessi fondi, secondo analisti e gestori sono stati, insieme agli hedge, i venditori della mattina, mentre è mancato il cosiddetto “compratore marginale”, ovvero gli investitori desiderosi di entrare nel titolo a tutti i costi perchè esclusi dalla Ipo.

“L‘offerta non ha convinto molto gli investitori istituzionali. I privati è difficile che vendano in perdita. Chi ne aveva prese molte ne sta vendendo una parte”, sottolinea un gestore di un fondo italiano.

Fausto Artoni, responsabile delle gestioni equity di Azimut (AZMT.MI), non crede a forti attività di scoperto sul titolo. “Quello che manca oggi è il compratore marginale, ovvero aggiuntivo perché gli istituzionali hanno deciso di comprare questi titoli solo a 1,6 euro e, altri, se entreranno, lo faranno a un prezzo più basso di quello del debutto”.

Sul titolo “non è da escludere che gli hedge fund stiano forzando per fare scendere i prezzi”, è invece l‘opinione di un broker milanese che evidenzia anche la particolarità del business di Egp, “sul quale non c’è ancora una percezione abbastanza netta”.

Il business delle rinnovabili, dopo un boom durato fino alle soglie della crisi subprime, oggi riceve meno attenzione, almeno in Europa. L‘attenzione degli operatori si volta verso mercati dove la crescita è più sicura, come prova il vero e propio botto fatto alla borsa indiana dal debutta di Coal India (COAL.BO), un collocamento di valore vicino a Egp, il cui prezzo è finito con un rialzo del 40%.

Grazie al recupero finale, Enel Green Power ha chiuso stabile a 1,6 euro dopo avere toccato un minimo a 1,53 (-4,4%). Anche a Madrid si è riconquistata quota 1,6 ma diopo un minimo a 1,3 euro.

Nonostante la delusione di oggi l‘AD di Enel, Fulvio Conti, si mostra comunque ottimista sul futuro della quotazione e del gruppo: “Penso che, prezzato a 1,6 euro, Egp ha margini di poter crescere nel futuro” ha detto alla cerimonia del debutto in Borsa a Palazzo Mezzanotte.

Ricordando che “il rendimento per un investitore privato che terrà i titoli in portafoglio per almeno un anno grazie a bonus share e dividendo sarà pari al 7%. Andando a collocare il 30% della nostra azienda ci sembrava giusto dare un margine di crescita al titolo con uno sconto significativo per offrire a Egp un ottimo rendimento”, ha aggiunto a proposito del fatto che il range originario dell‘offerta aveva un minimo a 1,8.

Molto entusiamo anche da parte dei vertici di Borsa Italiana. L‘Ad, Raffaele Jerusalmi, ha definito il collocamento di Egp motivo di orgoglio per Piazza Affari che adesso attende un arrivo in borsa di simile entità con Fiat Industrial, il prossimo 2 gennaio (in questo caso dal demerger Fiat).

Secondo il numero uno di Enel, sono diverse le ragioni alla base del calo durato per quasi tutta la seduta di oggi: “le vendite per riposizionare il prezzo che la liquidità saprà correggere, l‘andamento negativo di alcune società quotate in precedenza e l‘incertezza diffusa attraverso gli organi di stampa sui sussidi associati a queste tecnologie”.

Nessun problema anche per la base dell‘azionariato, che ha visto i retail detenere il 78% dei titoli a fronte del 22% destinato agli istituzionali. “Occorre anche segnalare l‘accoglienza positiva da parte dei fondi e di investitori importanti e di lungo periodo. Egp à fra le prime quindici società quotate a Piazza Affari e molti investitori portati ad acquistare in base all‘indice azionario compreranno azioni Enel Green Power”.

Rispondendo, infine, a una domanda sulla freddezza mostrata dagli investitori istituzionali, che hanno convinto il consorzio di collocamento a ridurre il prezzo finale a 1,6 euro dalla forchetta di 1,8-2,1 euro in fase di Ipo, il manager ha così risposto: “Freddezza non mi pare che sia il termine giusto. Chi compra un titolo deve saper valutare i margini di crescita che in questo caso sono molto rilevanti”.

Conti ha detto di ritenere che la greenshoe sarà esercitata, portando il flottante al 32,5%.

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