SINTESI - Enel dà via a Ipo Egp, dividendo 2009 a 0,25

giovedì 18 marzo 2010 17:36
 

LONDRA, 18 marzo (Reuters) - L'Ipo di Enel green power (Egp), la società delle rinnovabili di Enel (ENEI.MI: Quotazione), potrebbe essere un fiore all'occhiello per l'Ad del gruppo elettrico italiano: Ma, in ogni caso, Fulvio Conti guarda all'operazione non tanto per primeggiare in Europa quanto piuttosto per mantenere le promesse fatte sulla riduzione del debito.

Dopo aver spremuto agli azionisti 8 miliardi per l'aumento di capitale, aver chiesto al mondo retail 3 miliardi in obbligazioni e mentre sta ridiscutendo con le banche le condizioni delle linee di credito, Conti ha capito che è arrivato il momento di dare il segnale al mercato che gli impegni presi "vanno onorati", come ha ripetuto continuamente oggi nell'incontro con gli analisti a Londra.

In primis l'impegno da mantenere è quello della riduzione del debito che a fine 2009 valeva 50,9 miliardi di euro. Nel piano industriale dell'Enel per il 2010 è prevista la riduzione a 45 miliardi dopo dismissioni per 7.

Anche se, ha tenuto a precisare oggi il direttore finanziario Luigi Ferraris, Enel "non ha problemi di indebitamento o di liquidità". Ma non si poteva aspettare ancora un cavaliere bianco, un partner industriale o fondo istituzionale disposto ad investire nella società delle rinnovabili dell'Enel prima dell'approdo al mercato.

Quello di Egp è un business sicuramente in crescita, ma legato agli incentivi, i cui contorni non sono ancora chiari e su cui, probabilmente, i potenziali soci indiustriali o finanziari sono interessati, ma anche molto prudenti. L'eventuale partner industriale "potrà entrare solo al momento dell'Ipo", ha detto Conti lasciando intendere che sarà trattato alla stregua di un semplice risparmiatore che acquista la quota minima. A meno che non batta un colpo in largo anticipo.

Così, l'Ad di Enel ha rotto gli indugi ed ha annunciato il filing del prospetto entro la fine di aprile e l'avvio dell'offerta in giugno o al più tardi subito dopo l'estate in settembre o ottobre. Nel frattempo si è dato il via al riassetto delle rinnovabili in Spagna e Portogallo per portare tutte le attività sotto l'ombrello di Egp e farla aumentare di valore: il 5 marzo Conti ha stimato la Green power oltre i 13 miliardi.

Del resto l'offerta della quotazione di Egp consente al manager di dimostrare che la società si muove a dispetto della situazione di incertezza e di un bilancio 2009 e, soprattutto, un piano triennale fino al 2014, che lo stesso Conti ha definito "costruito sul buon senso e la prudenza". Le stime della società sono state costruite su una "crescita cumulata dell'1,8%".

L'utile dell'anno scorso, di 5,395 miliardi, sia pur in leggera crescita dell'1,9% è stato condizionato per oltre 1,3 miliardi da partite una tantum. Quello ordinario, su cui si calcola il dividendo, si è fermato a 4 miliardi e bisognerà aspettare il 2014 per vederlo risalire a 5,4 miliardi. L'Ebitda è stato confermato ai livelli a 16 miliardi per il 2010 e il 2011.

Il risultato ha condizionato il dividendo che, all'indomani dell'aumento di capitale del 2009, molti analisti avevano algebricamente fissato a 0,29 euro. E che invece il cda di Enel ha limato a 0,25 eruo, di cui 0,10 euro già anticipati.   Continua...