Veneto Banca non lascerà nulla di intentato per stimolare interesse su aumento

mercoledì 8 giugno 2016 19:44
 

MILANO, 8 giugno (Reuters) - Veneto Banca proverà a percorrere tutte le strade possibili per cercare di portare a casa l'aumento di capitale da un miliardo finalizzato alla quotazione ricorrendo al mercato, nonostante il paracadute del fondo Atlante.

L'auspicio è del DG dell'istituto veneto, Cristiano Carrus, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'offerta partita oggi e che prevede un periodo di opzione ai soci, fino al 22 giugno, e un collocamento agli investitori istituzionali fino al 24. L'obiettivo è quello, se si raggiungerà la soglia minima di flottante per l'ammissione a Piazza Affari, di debuttare sul listino l'ultimo giorno del mese.

"Non lasceremo nessuna strada intentata fino all'ultimo giorno per cercare di capire se c'è interesse", da parte degli investitori, dice Carrus.

E questo nonostante che i tentativi di convincere i potenziali investitori nella fase di premarketing si siano già infranti contro il muro di una valutazione di Veneto Banca 'post-money' a multipli più alti (P/Tb 0,35 al mimino della fochetta di 0,10 euro) rispetto alle banche concorrenti anche alla luce della recente debolezza borsistica, come ha ricordato lo stesso Carrus.

L'AD non ha nascosto che si tratta di un investimento ad alto livello di rischio ma nonostante questo rivendica la scelta di riservare ai circa 88.000 soci l'esercizio del diritto di opzione ed eventualmente anche quello di prelazione.

Tuttavia, paradossalmente e in uno scenario improbabile, se i soci sottoscrivono l'aumento in modo massiccio arrivando a detenere oltre il 50% del capitale l'intera operazione viene messa a rischio, e si affaccia lo spettro del bail-in.

Questo in quanto verrebbe a mancare una delle condizioni di efficacia dell'impegno di sub-garanzia di Atlante, che ha subordinato il suo intervento al fatto di avere post-aumento una partecipazione di almeno il 50,1%. Di conseguenza verrebbe a mancare anche la garanzia del consorzio di banche guidato da Banca Imi che si è interamente trasferita al fondo gestito da Quaestio Sgr.

"Le clausole possono essere riviste anche domani mattina" commenta Carrus in merito all'ipotesi che, in questo scenario, Atlante possa rinunciare alla clausola della maggioranza del capitale. "ma spetta a Atlante cambiare idea, non a Veneto Banca".

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