13 ottobre 2014 / 12:55 / 3 anni fa

Fedrigoni punta a usare proventi Ipo per acquisizioni

MILANO, 13 ottobre (Reuters) - Fedrigoni intende utilizzare i proventi dell'Ipo soprattutto per crescere per linee esterne, in aree come il Sud America, gli Stati Uniti e l'Europa, orientale e occidentale.

E' quanto spiegato dal management della società, che oggi ha dato il via al roadshow che, dopo Milano, la porterà nelle principali piazze finanziarie europee e poi oltreoceano.

"Ci quotiamo per cogliere tutte le opportunità che il mercato ci offre, in primis quella di crescita per linee esterne", ha spiegato il presidente Alessandro Fedrigoni, aprendo la conferenza stampa di presentazione dell'offerta pubblica di sottoscrizione e vendita.

La società non si è fatta scoraggiare dal ritiro delle Ipo di Italiaonline e di Intercos e ha deciso di andare avanti con l'opvs, anche se con una dimensione e un range di prezzo ridotti rispetto alle attese iniziali.

L'offerta riguarda il 35% del capitale e la forchetta di prezzo è stata fissata a 5,5-7 euro per azione, pari a una capitalizzazione post aumento tra 514 e 654 milioni di euro. Si tratta del secondo tentativo di approdare in Borsa per l'azienda, dopo quello fallito nel 2011 a causa delle condizioni dei mercati.

"Siamo convinti di poter accelerare il processo di crescita degli ultimi anni", ha spiegato l'AD Claudio Alfonsi, aggiungendo che la società ha "in programma acquisizioni, in Sud America, Stai Uniti, Ovest ed Est Europa".

"Acquisiremo aziende che producono e hanno una propria organizzazione commerciale, in modo da acquisire anche le quote di mercato", ha sottolineato Alfonsi.

A questo fine la società intende considerare potenziali obiettivi in tutti e tre i campi di attività: quello della carta, quello della carta e sicurezza (ad esempio la carta per banconote) e quello delle etichette adesive.

Sulla potenza di fuoco per eventuali acquisizioni il management non ha dato cifre precise, ma si è limitato a ricordare che la società ha un indebitamento contenuto e che dipenderà molto dalle opportunità che si presenteranno.

L'aumento di capitale, pari a due quinti dell'offerta globale, potrebbe portare nelle casse della società fino a un massimo di 94 milioni.

La società punta quindi a trasformarsi da preda a predatore. A marzo scorso, come confermato dai vertici della società, è stata infatti interrotta la trattativa con l'austriaca Delfort.

"Delfort ci voleva acquistare, adesso noi valuteremo progetti dove saremo noi che acquisteremo", ha spiegato Alfonsi.

Alla base della quotazione probabilmente anche la necessità di preparare il passaggio generazionale, argomento citato dal presidente Alessandro Fedrigoni tra le ragioni che spingono le aziende a quotarsi.

La società è controllata al 100% da San Colombano, che fa capo per il 50% ad Alessandro e per il 25% ciascuna alle sorelle Marta e Giovanna. I tre fratelli hanno tutti più di 70 anni.

Per quanto riguarda la politica dei dividendi, il management ha ricordato che negli ultimi 3 anni sono stati distribuiti dividendi per un ammontare pari a 8 milioni l'anno, pari a un payout poco sopra il 25% nel 2013. "Sappiamo che i peers hanno percentuali (di payout) diverse, valuteremo", ha spiegato Chiara Medioli.

Le origini del gruppo Fedrigoni risalgono al 1888. Pur avendo gran parte della produzione in Italia, il 63% del fatturato viene realizzato all'estero.

(Elisa Anzolin)

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