Prysmian su minimi da un anno dopo conti sem1, annuncio Ipo controllata

lunedì 4 agosto 2014 11:57
 

MILANO, 4 agosto (Reuters) - Prima parte di seduta in sofferenza per Prysmian, oggetto di una revisione al ribasso dei rating da parte degli analisti dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre. Non manca chi ipotizza che il gruppo guidato da Valerio Battista sconti l'annuncio della quotazione della controllata cinese.

Attorno alle 11,45, il titolo del produttore di cavi perde il 2,86%, a 15,27 euro, dopo aver toccato il nuovo minimo da oltre un anno (luglio 2013) a quota 15,16 euro. Scambi elevati: sono passati di mano circa 960.000 pezzi, contro una media dell'intera seduta di 1,108 milioni negli ultimi trenta giorni.

Il 31 luglio scorso Prysmian ha comunicato i risultati del primo semestre, negativamente impattati, a livello di margini e utile, dai problemi nel progetto Western Link e dai cambi.

Inizialmente, il mercato pareva aver accolto con relativo ottimismo i conti, sebbene non siano mancati gli interventi sui target price da parte di alcuni broker.

Sulla base del primo semestre, però, gli analisti hanno rielaborato le previsioni sul 2014 e sui prossimi anni. E da qui è nato il processo di rivalutazione del titolo in atto.

"I risultati del secondo trimestre hanno mostrato un rallentamento della crescita rispetto al primo quarter", spiega l'analista di una Sim. "Inoltre, è in atto un de-rating dei multipli come conseguenza dell'aumento dello yield".

In un report pubblicato tre giorni fa, Mediobanca Securities (che ha rating neutral e target di 17 euro), dopo aver sottolineato il rallentamento nel secondo trimestre, scriveva di prevedere un Ebitda adjusted 2014 pari a 521 milioni, nella parte bassa del range fornito dalla società (506-556 milioni).

Inoltre, Mediobanca poneava l'accento sullo scarso upside alla luce delle stime sul 2015 e della mancanza di visibilità sul 2016, soffermandosi sulla debolezza della ripresa del ciclo.

Venerdì scorso, poi, Prysmian ha annunciato la quotazione a Hong Kong del 35% del capitale della controllata cinese Yangtze.   Continua...