4 luglio 2014 / 15:08 / 3 anni fa

PUNTO 1-Rottapharm, dopo Ipo 500 mln per potenziali acquisizioni - AD

(Aggiunge dettagli da presentazione e prospetto)

MILANO, 4 luglio (Reuters) - Una volta quotata Rottapharm avrà una potenza di fuoco di 500 milioni di euro per eventuali acquisizioni.

E' quanto spiegato dall'amministratore delegato della società Luca Rovati, sottolineando che la società ha già cinque dossier allo studio.

"Avremo un firepower di mezzo miliardo di euro", ha detto Rovati durante la conferenza stampa di presentazione dell'Opv partità mercoledì. "Potremmo tirare ulteriormente la leva ma non è il caso. Anche perchè nessun target che ci interessa al momento ha questa dimensione", ha continuato l'imprenditore.

Rovati ha sottolineato che su cinque dossier aperti, uno riguarda una possibile importante partnership in Estremo Oriente e quattro riguardano l'Europa. Tra questi ultimi, due riguardano un paese in cui al momento la società opera solo come distributore, uno un prodotto dell'Europa meridionale e uno un prodotto importante a livello europeo.

Le azioni offerte da Rottapharm nell'Ipo derivano tutte dalla vendita di parte della quota di Fidim della famiglia Rovati (il 25% aumentabile al 30%), mentre non ci sarà un aumento di capitale che porti capitali freschi alla società.

Tuttavia parte dei proventi che incasserà Fidim saranno utilizzati per rimborsare il debito verso Rottapharm e le sue controllate pari a 253,5 milioni (più interessi) e Rottapharm a sua volta utilizzerà queste risorse per rimborsare i contratti di finanziamento bancari per un totale di 169 milioni.

I 84,6 milioni restanti andranno a sommarsi alla cassa attuale per "un totale di 160-170 milioni di cassa liberamente disponibili per transazioni M&A", ha spiegato l'imprenditore.

La riduzione del debito inoltre permetterà alla società che produce Saugella di fare ulteriore leva, portando quindi le potenziali risorse per acquisizioni ai 500 milioni annunciati.

"Almeno una o due speriamo si possano concretizzare entro l'anno", ha aggiunto Rovati.

La società ha una forte storia di acquisizioni, tra le quali la più importante è stata quella della tedesca Madaus nel 2007, che ha praticamente raddoppiato il giro d'affari.

Nel corso della presentazione è stato inoltre posto un forte accento sull'espansione del gruppo nei paesi emergenti, che al momento rappresentano il 21% del fatturato, percentuale che il management intende portare al 30% nei prossimi tre anni. Il resto del fatturato è rappresentato per il 30% dall'Italia, per il 32% da altri stati europei e per il 16% da altri paesi. (dati 2013).

Per quanto riguarda il dividendo, i vertici della società hanno spiegato che sarà "in linea con la market practice" del settore del consumer healthcare, aggiungendo che comunque il gruppo farmaceutico remunererà gli azionisti anche con la propria crescita.

Nel prospetto informativo si mettono in evidenza tutta una serie di limitazioni alla distribuzione di dividendi legate al regolamento del prestito obbligazionario.

La società, specializzata soprattutto in prodotti per la cura e il benessere della persona, con un 25% di farmaci da prescrizione, ha archiviato il 2013 con ricavi a 536 milioni di euro (-1% su anno) e un Ebitda di 130 milioni (-8% su anno), pari al 24,3% dei ricavi. L'utile netto è stato pari a 56 milioni (-21% su anno).

Tra i rischi che il prospetto mette in evidenza c'è la dipendenza della società da alcuni prodotti chiave, con le prime dieci famiglie di prodotti che rappresentano circa il 59% dei ricavi netti, e i rischi e le limitazioni connesse al prestito obbligazionario settennale da 400 milioni con scadenza nel 2019.

L'opv di Rottapharm si chiuderà il prossimo 10 luglio e lo sbarco in borsa è previsto per il 16 luglio. La forchetta di prezzo indicativa è stata fissata a 7,25-9 euro, intervallo che attribuisce alla società una capitalizzazione tra 1,45 e 1,8 miliardi.

Sulla base di questo range, il gruppo ha un rapporto tra enterprise value ed Ebitda 2013 pari a 13,1-15,8 e un rapporto tra prezzi e utili pari a 25,3-31,4, spiega il prospetto.

Global coordinator dell'operazione sono Deutsche Bank, Goldman Sachs, JP Morgan, che agiscono anche come bookrunner assieme a Banca Imi, Jefferies, Morgan Stanley.

(Elisa Anzolin)

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