13 marzo 2014 / 15:18 / 3 anni fa

Ipo, ripresa in 2014, apre Anima, Sisal in autunno aspettando Poste

* Quotazione Fineco attesa a giugno-luglio

* Cerved punta a Piazza Affari prima dell'estate, per fonte

* Poste in seconda metà anno

di Elisa Anzolin

MILANO, 13 marzo (Reuters) - Il 2014 potrebbe segnare una sostanziale ripresa delle Ipo, a partire da quella di Anima Holding, che si appresta a sbarcare sul listino principale di Borsa Italiana ad aprile, fino alle grandi privatizzazioni di Poste e Fincantieri. Entro l'estate potrebbero arrivare anche le quotazioni di Cerved e Fineco, mentre sembra slittare al prossimo autunno l'Ipo di Sisal.

Una corsa contro il tempo, secondo più di un osservatore del mercato delle matricole, per evitare i grandi collocamenti delle società pubbliche nella lista delle privatizzazioni e la raffica di aumenti di capitale in cantiere di alcune delle principali banche italiane.

Secondo quanto spiegato a febbraio dal presidente uscente Giuseppe Zadra, l'asset manager Anima punta ad approdare a Piazza Affari a inizio aprile. L'Ipo di Anima, che gestisce 46,6 miliardi di asset e ha chiuso il 2013 con un utile netto di 120 milioni, sarà ricordata per il consistente flottante: secondo quanto rivelato a Reuters da diverse fonti, l'offerta, tutta in vendita, sarà fino al 55% del capitale, a cui si potrebbe sommare una greenshoe pari al 15% dell'opv.

Ieri l'Ad di Pop Milano, il maggiore azionista di Anima, ha detto di aspettarsi una plusvalenza tra i 10 e gli 80 milioni dalla vendita di parte della sua quota di Anima. . Sulla base delle dichiarazioni di Giuseppe Castagna, secondo calcoli Reuters, gli azionisti potrebbero cercare una valutazione della società tra i 720 milioni a 1,120 miliardi di euro. Una fonte vicina alla situazione sottolinea però che le stime di Castagna "sono ritenute conservative".

Se Anima riuscisse a rispettare i tempi che si è prefissata, anticiperebbe la fitta serie di aumenti di capitale delle banche, che potrebbero attrarre una parte della liquidità sul mercato.

FINECO E CERVED ENTRO L'ESTATE, ANCHE FINCANTIERI SI PREPARA

Anche Fineco e Cerved puntano alla quotazione.

Venerdì scorso, la società specializzata in business information ha annunciato di aver avviato l'iter per la quotazione a Piazza Affari.

"Cerved intende quotarsi entro l'estate", precisa una fonte vicina alla situazione. Una seconda fonte conferma che la società ha scelto Lazard come advisor per il processo di quotazione.

Cerved si appresta a chiudere il 2013 con un fatturato di 310 milioni ed un Ebitda di 150 milioni secondo la stessa fonte. Poco più di un anno fa, a gennaio 2013, era stata acquisita da Cvc Capital Partners sulla base di una valutazione di 1,13 miliardi.

Stessa tempistica per Fineco. Unicredit ha annunciato che intende quotare una partecipazione di minoranza della banca online entro giugno-luglio. Due fonti la scorsa settimana avevano parlato di un 25-30% del capitale. Secondo un broker la banca potrebbe valere 1,8 miliardi.

Anche Fincantieri vorrebbe approdare in borsa prima dell'estate, secondo quanto spiegato a gennaio dal presidente Vincenzo Petrone. Una fonte vicina alla situazione conferma che si sta lavorando per una quotazione "per l'estate". La società di cantieristica ha archiviato il primo semestre del 2013 con ricavi a 1,934 miliardi e un Ebitda di 137 milioni, con un margine del 7,1%.

LA QUOTAZIONE DI POSTE DETTA I TEMPI ALLE ALTRE IPO

Slitta, invece, all'autunno la quotazione di Sisal, secondo quanto riferito da due fonti vicine alla situazione. Qualche mese fa alcune fonti avevano detto di aspettarsi l'approdo a Piazza Affari della società che ha inventato il Totocalcio entro la prima metà del 2014.

In ogni caso, la quotazione a cui guardare con maggiore attenzione sarà quella di Poste, quella di gran lunga più importante per entità. Dalla cessione fino al 40% di Poste l'ex ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, aveva detto di aspettarsi fino a 4,8 miliardi.

Probabilmente le aspiranti matricole cercheranno di evitare di avviare il processo di quotazione in un periodo troppo vicino a quella che potrebbe essere la maggiore Ipo dell'anno, non solo a livello italiano, ma anche europeo.

"Sarebbe meglio evitare i periodi sotto gli aumenti di capitale o sotto la quotazione di Poste", spiega un banchiere, che preferisce però restare anonimo.

A inizio settimana, a margine di un evento, il presidente di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, ha detto di aspettarsi che l'Ipo di Poste arrivi nel quarto trimestre dell'anno.

SACE ED ENAV, UN ITER PIU' COMPLICATO

Saranno quindi le privatizzazioni a spingere le Ipo quest'anno, dopo che il 2013 ha visto solo due matricole, Moleskine e Moncler, che ha però registrato una raccolta record. Oltre a Fincantieri e Poste potrebbero approdare in borsa anche Enav, che si occupa del controllo del traffico aereo, e Sace, che offre servizi assicurativi al commercio estero, ma per ora resta solo una possibilità. Il governo ha detto di volere aprire il capitale delle due società, ma senza precisare quale strada verrà scelta.

Ieri l'AD di Sace Alessandro Castellano ha detto che la decisione su un'eventuale quotazione della società verrà presa nelle prossime settimane.

Su Enva c'è da registrare una recente dichiarazione del vice ministro dell'Economia Enrico Morando che si aspetta dalla vendita del 49% della società e dalla cessione del 40% di Poste quasi 6 miliardi in totale.

Le eventuali quotazioni di Sace ed Enav potrebbero richiedere però tempi più lunghi e, secondo un banchiere specializzato in questo tipo di operazioni, potrebbero non vedere la luce prima del 2015 perchè richiedono una serie di misure 'preparatorie'.

"Prima di quotarle è necessario agire sul modello di business", spiega il banker, sottolineando che si tratta di operazioni complesse. Per Enav, nello specifico, sarebbe necessario dotarsi di un "sistema regolatorio adeguato".

Un'altra difficoltà, che il banchiere mette in luce, è che non esistono società quotate con un business simile.

"E' un asset quotabile, ma non quest'anno", spiega, aggiungendo che un'alternativa sarebbe la vendita a fondi sovrani, infrastrutturali o fondi pensione.

Anche un eventuale quotazione di Sace richiederebbe la soluzioni di alcuni problemi, in particolare come aprire il capitale a terzi mantenendo le garanzie dello Stato.

Nel 2012 la Cdp aveva acquisito il 100% di Sace dal Tesoro.

Mentre l'Mta si prepara ad accogliere nuove matricole, continuano a crescere le imprese che scelgono di quotarsi all'Aim. Con la quotazione di questi giorni, Gala e Triboo Media, il mercato dedicato alle piccole medie imprese ha raggiunto quota 41 società. Entrambe le nuove matricole hanno detto di voler passare all'Mta entro due anni.

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