7 ottobre 2013 / 16:40 / 4 anni fa

Ipo, Sisal a Piazza Affari in 2014, coordinator Deutsche e Ubs - fonti

MILANO, 7 ottobre (Reuters) - Sisal prepara l'approdo a Piazza Affari entro la prima metà del 2014.

E' quanto dicono a Reuters due fonti vicine alla situazione.

Una delle due fonti aggiunge che l'operazione verrà curata, in qualità di global coordinator, da Deutsche Bank e Ubs. E' probabile che, più avanti, alla coppia si unisca una banca italiana: nelle settimane scorse, sulla stampa, sono circolati i nomi di Mediobanca e Banca Imi.

"Il traguardo è il 2014", dice una delle fonti, riferendosi all'Ipo della società attiva nelle scommesse.

L'effettivo approdo a Piazza Affari di Sisal dipenderà, ovviamente, dalle condizioni dei mercati, ma, aggiunge una fonte, "la volontà degli azionisti è quella".

Gli azionisti del veicolo lussemburghese Gaming Invest sono gli operatori di private equity Apax Partners (36,5% del capitale), Permira (36,5%) e Clessidra (20%), mentre la famiglia Molo, Glp (società di consulenza finanziaria) e il management hanno in mano il 7% complessivo.

La struttura del gruppo vede Gaming Invest controllare il 100% di Sisal Holding Istituto di Pagamento (Ship). Ship controlla il 99,81% del capitale di Sisal Spa (97,17% di azioni ordinarie e 2,64% di privilegiate), mentre il restante 0,19% è in mano ai 3.613 ricevitori.

Sotto Sisal Spa ci sono le società operative: Sisal Point, Sisal Entertainment, Sisal Match Point (a cui fa capo il 49% di Sistema Srl, mentre l'altro 51% è in mano a Univest Spa), Sisal Bingo (incorporata in Match Point dall'1 luglio scorso), la britannica Thomas Morden Course (inattiva) e il 25,28% di Consorzio Promoippica, società in liquidazione.

Ogni ragionamento su struttura dell'operazione e valorizzazione (a fine agosto un quotidiano aveva ipotizzato la quotazione del 30% del capitale e una valutazione di Sisal di almeno 1 miliardo), secondo le fonti, è prematuro.

Di sicuro, però, Sisal appare come una società diversa rispetto alle altre attive nel gaming. Circa il 45% del fatturato, infatti, è rappresentato dai sistemi di pagamento e, recentemente, l'amministratore delegato, Emilio Petrone, ha dichiarato a un quotidiano che l'obiettivo è portare il peso al 50%.

"Il business dei pagamenti è ricchissimo, stabile e in crescita", spiega una fonte. Soprattutto, i servizi finanziari hanno multipli più alti rispetto al betting tradizionale.

La storia di Sisal, insomma, dovrà essere raccontata agli investitori. Andrà spiegato che il Lotto pesa per meno del 20% del fatturato e, oltre al business dei pagamenti, sta crescendo la quota di betting avanzato (videolottery e giochi online).

Il gruppo guidato da Petrone, quindi, approderà a Piazza Affari come somma delle parti. Certamente fra i comparable figurerà Gtech, mentre Snai, impantanata nella crisi dell'ippica, sarà fuori dai radar. Vi saranno i big del betting a livello mondiale (fra gli altri, Bwin.Party , William Hill, Ladbrookes e Paddy Power ). Ma, come detto, ci saranno anche società attive nei servizi finanziari, che daranno un contributo determinante per spuntare una valutazione più elevata.

Sisal ha chiuso il 2012 con ricavi totali pari a 823,4 milioni di euro, un margine operativo lordo di 149 milioni e una perdita ante imposte di 37,1 milioni.

Il primo semestre di quest'anno è andato in archivio con ricavi pari a 392,4 milioni, un Ebit di 36,9 milioni (praticamente raddoppiato rispetto alla prima del 2012) e una perdita di 3,5 milioni.

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