March 20, 2013 / 10:40 AM / 4 years ago

Fiat in ribasso sopra minimi, occhi su quota Chrysler

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MILANO, 20 marzo (Reuters) - Fiat è in ribasso dopo le dichiarazioni di ieri dell'AD Sergio Marchionne, che sembrano riportare d'attualità l'Ipo di Chrysler, cosa che renderebbe più costoso un rafforzamento del gruppo nel capitale della controllata Usa.

Alle 11,25 Fiat è in ribasso dell'1,4% a 4,4260 euro, dopo un minimo a 4,37, con scambi pari al 41% della media giornaliera, contro uno Stoxx dell'auto che segna +0,5%.

"Il tema è quello che qualunque ritardo o complicazione sulla questione Chrysler pesa sul titolo", dice un analista da Londra.

L'acquisto del 100% di Chrysler consentirebbe a Fiat di accedere alla liquidità della controllata Usa, che è vincolata dai covenant sul debito.

Marchionne ha confermato che la società Usa sta contattando le banche per un'Ipo, affermando però che si è ancora "in fase preliminare".

Ha aggiunto che si guarda a giugno-luglio di quest'anno per sviluppi sulla causa con il fondo Veba sulla valutazione della controllata Usa Chrysler.

In precedenza si immaginava una soluzione a marzo.

Qualche mese non cambia comunque i termini della questione in modo sostanziale, in quanto il pronunciamento del tribunale è solo un elemento di un'eventuale fusione tra Fiat e la controllata Usa, dice un secondo analista.

La decisione della corte sarà comunque un punto di riferimento decisivo per la valutazione del gruppo Usa.

Secondo Equita, questo fatto "allontana nel tempo un potenziale catalyst".

Marchionne, secondo quanto riporta la stampa, ha ribadito che il primo trimestre del 2013 sarà debole per il gruppo.

Veba (Voluntary Employee Beneficiary Association) è un trust amministrato dal sindacato Uaw per le prestazioni sanitarie a favore degli ex dipendenti di Chrysler e detiene il 41,5% del capitale della società. Fiat ha il rimanente 58,5%.

Fiat ha opzioni di acquisto sulla partecipazione Veba in Chrysler. Ma si è aperto un contenzioso sul prezzo di esercizio di queste opzioni.

Il gruppo italiano preferisce acquistare la partecipazione direttamente da Veba, ma se le parti non arrivassero a un accordo sul prezzo non è escluso che si proceda prima alla quotazione a Wall Street del gruppo Usa. Questa ultima soluzione rischia di essere più costosa per Fiat.

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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