28 aprile 2016 / 14:38 / un anno fa

Pop Vicenza, Ipo al fotofinish, flottante rimane incognita

* Offerta prorogata alle ore 13 di domani

* Sbarco in borsa previsto il 4 maggio

* Nel weekend decisione Borsa Italiana su flottante

di Paola Arosio e Andrea Mandalà

MILANO, 28 aprile (Reuters) - Alla vigilia del termine del periodo di offerta, la raccolta ordini dell‘Ipo di Pop Vicenza stenta ancora a prendere il volo lasciando nell‘incertezza l‘obiettivo di un flottante sufficiente perché la banca sia ammessa alla quotazione a Piazza Affari.

Secondo quattro fonti vicine all‘operazione l‘offerta non sta andando bene, anche se non si può escludere un‘accelerazione in extremis e un bilancio complessivo si potrà dare solo a operazione chiusa.

Vista la proroga di un ventiquattr‘ore decisa dalla banca fino alle 13 di domani, l‘eventuale ammissione alle quotazione slitta di conseguenza al 4 maggio.

L‘estensione, spiegano le fonti, si è resa necessaria anche per facilitare le procedure di sottoscrizione da parte degli investitori retail visto che, come richiesto da Consob, la banca ha rafforzato i presidi previsti dalla direttiva Mifid per evitare i comportamenti scorretti verificatisi nelle operazioni varate dalla passata gestione.

“Tutto può servire, ma ci sarebbe voluto un tempo ben più lungo”, dice una fonte relativamente all‘efficacia della proroga.

D‘altra parte un ulteriore prolungamento del periodo di offerta implicherebbe la richiesta Consob di aggiornare il prospetto informativo con i conti trimestrali, in calendario per il prossimo 10 maggio.

Se tiepida, come era prevedibile, è stata la risposta dei soci e del pubblico retail, cui è riservata una tranche del 25% dell‘offerta, anche la parte riservata agli istituzionali non starebbe riscuotendo grossi consensi, riferiscono le fonti.

“E’ un‘operazione difficile”, si limita a commentare una fonte. Un‘altra sottolinea che la proroga è stata accolta favorevolmente dai soci e “non è escluso che dal retail arrivi qualche sorpresa positiva”.

Nella serata di domani potrebbero essere resi noti i risultati e nel weekend Borsa Italiana dovrebbe decidere se il livello di flottante è sufficiente a garantire la liquidità del titolo. Il regolamento prevede un flottante minimo del 25%, che pochi si aspettano per la Vicenza, ma è possibile concedere una soglia più bassa.

A tale proposito, una fonte osserva comunque che finora Borsa non ha mai concesso una deroga. “In teoria Quaestio è una Sgr e tutto quel che compra sarebbe flottante ma difficilmente ci si avvarrà di questo cavillo”, dice riferendosi al fondo subentrato a UniCredit nella garanzia dell‘offerta. Per un‘altra fonte basterebbe anche il 10% di flottante perché la banca veneta possa essere ammessa al listino.

L‘AD Francesco Iorio ha ribadito di essere “ottimista, anzi sereno” e di non vedere particolari problemi per la quotazione.

Popolare Vicenza punta alla borsa tramite un aumento di capitale da 1,5 miliardi. La forchetta di prezzo indicativa è stata fissata tra un minimo non vincolante di 0,10 euro e un massimo di 3 euro.

Il fondo Atlante ha dichiarato che sottoscriverà l‘inoptato a 0,10 euro, prezzo che varrebbe per tutta l‘operazione, anche se l‘Ipo non andasse in porto.

L‘altroieri Bce e Bankitalia hanno dato il via libera a Quaestio, gestore di Atlante per l‘acquisto di una quota superiore al 50% della banca veneta, mentre Consob ha dichiarato che non esiste obbligo di Opa.

CATTOLICA INTEZIONATA A PARTECIPARE

Tra i soci della Vicenza, Cattolica Assicurazioni sarebbe intenzionata a partecipare all‘offerta nella tranche destinata agli azionisti, pari al 20%, nei limiti della propria quota pari allo 0,89%, secondo una fonte vicina alla situazione.

Si tratterebbe di un investimento minimo che, nell‘ipotesi di piena copertura della tranche, equivarrebbe a un esborso intorno ai 3 milioni, ma sarebbe comunque un segnale di sostegno al riequilibrio della banca con cui Cattolica ha consolidati rapporti di partnership commerciale nonché partecipativi.

A fine dicembe Popolare Vicenza deteneva una partecipazione nella compagnia veronese pari al 15,07% del capitale, quota in pegno a fronte di un‘operazione finanziaria di repo con una controparte istituzionale con scadenza fine dicembre 2016.

Generali (0,38%) non parteciperà.

--hanno collaborato Claudia Cristoferi, Gianluca Semeraro

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