Telecom Italia, Inwit vale tra 2 e 2,6 mld euro - report banche

martedì 26 maggio 2015 15:57
 

MILANO, 26 maggio (Reuters) - Inwit, la società delle torri di trasmissione per la telefonia mobile che Telecom Italia punta a portare in Borsa nelle prossime settimane, vale oltre i 2 miliardi di euro secondo gli analisti di Mediobanca e Banca Imi, due dei global coordinator dell'Ipo.

Più nel dettaglio, lo studio di Banca Imi riservato agli investitori, che Reuters ha avuto modo di consultare, stima che la società possa valere tra i 2,081 e i 2,379 miliardi di euro, cioè a premio rispetto a Ei Towers e a sconto rispetto alle società Usa del settore. Una tale valutazione corrisponde a multipli EV/Ebitda sul 2015 pari a 15,4 volte al minimo della valutazione e pari a 17,6 volte al massimo.

Lo studio di Mediobanca, invece, dà un range di valutazione dell'equity più ampio, tra i 2 e i 2,6 miliardi di euro. Gli analisti hanno utilizzato i multipli del 2016 e la valutazione corrisponde a 16-21 volte il rapporto tra enterprise value e operating cash flow (definito come Ebitda meno capex).

Telecom Italia venderà fino al 40% del capitale, inclusa una greenshoe fino al 15% dell'offerta. Telecom Italia avrà un lock up di 180 giorni.

Secondo gli studi, la società, nata dal recente spin-off delle torri Telecom, ha archiviato il 2014 con ricavi pro-forma pari a 314 milioni, un Ebitda di 134,6 milioni, un Ebit di 124,5 milioni e un utile netto pari a 82,2 milioni. All'1 aprile scorso la posizione finanziaria netta era negativa per 132 milioni.

L'81% dei ricavi di Inwit deriva dagli affitti a Telecom Italia.

Mediobanca stima per il periodo 2014-2018 una crescita media annua dei ricavi pari al 2,5% e dell'Ebitda pari al 7%.

Entrambi gli studi mettono in evidenza le opportunità che potrebbero derivare per Telecom Italia dalla riorganizzazione del mercato italiano delle torri, scommettendo su un prossimo consolidamento e su un ruolo chiave della società delle torri in questo processo.

A questo proposito Mediobanca sottolinea che, per il momento, Telecom Italia vuole mantenere il controllo, "ma, nel lungo termine, è poco probabile che per il gruppo avere il controllo dele infrastrutture sia una priorità".   Continua...