PUNTO 2-Fiat, filing Ipo Chrysler questa settimana, titolo soffre

lunedì 16 settembre 2013 11:26
 

(Aggiunge contesto, dettagli, commenti)

MILANO, 16 settembre (Reuters) - Chrysler ha in programma di presentare la richiesta di ammissione alla quotazione questa settimana dopo che la controllante Fiat non è riuscita a trovare un accordo con l'altro socio Veba sul prezzo dell'acquisizione della sua partecipazione del 41,5%.

Lo stallo delle trattative con il fondo sanitario dei dipendenti è tornato a mettere sotto pressione il titolo del Lingotto in borsa: la prospettiva di una Ipo rischia infatti di rendere un'eventuale fusione fra Fiat e Chrysler più lontana e costosa.

Già venerdì l'AD di Fiat e Chrysler Sergio Marchionne aveva dichiarato di non vedere una soluzione a breve con Veba, con cui è aperto un contenzioso per la valorizzazione di Chrysler. L'AD aveva parlato di quotazione in borsa "tecnicamente" possibile già quest'anno ma "più probabile" nel primo trimestre del prossimo. Oggi la dichiarazione, resa al Financial Times, che il filing per l'Ipo Chrysler dovrebbe avvenire "entro la terza settimana di questo mese" ha ulteriormente consolidato i timori del mercato.

"L'effettivo completamento del piano di quotazione implicherebbe uno slittamento del progetto di fusione Fiat- Chrysler che permetterebbe a Fiat un pieno controllo della generazione di cassa della controllata", sottolinea in una nota il broker Icbpi. "È tutto interesse delle parti, ma soprattutto di Fiat, di raggiungere un accordo, prima di arrivare ad una quotazione di Chrysler".

Il titolo Fiat quota oggi in controtendenza al benchmark italiano (+0,5%) ed è l'unico negativo nel paniere delle auto europee (+0,6%). Intorno alle 11,20 cede lo 0,7% a 6,10 euro dopo aver toccato un minimo di seduta a 6,04 euro. Volumi per 5,65 milioni di pezzi su una media di 11,24 milioni circa.

"Un'Ipo di Chrysler è sempre stata vista come negativa perchè ritarda/complica la fusione Fiat-Chrysler", commenta un altro broker. "Siamo consapevoli che le parti sono ancora lontane dal raggiungere un accordo sul prezzo del 41,5% nelle mani del trust Veba ma non possiamo escludere un compromesso":

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