12 settembre 2013 / 12:11 / tra 4 anni

Gran Bretagna, ok governo a Ipo Royal Mail nonostante opposizione sindacati

LONDRA, 12 settembre (Reuters) - La Gran Bretagna ha avviato l'iter per la più grande privatizzazione da decenni. Il governo, infatti, ha annunciato l'intenzione di vendere la maggioranza del servizio postale Royal Mail.

Il ministero dell'Industria ha annunciato la quotazione in borsa, nonostante l'opposizione dei sindacati, che avrà luogo nelle prossime settimane, dando al pubblico la possibilità di acquistare titoli fino al 10% dell'offerta.

L'esatto ammontare della vendita dipenderà dalle condizioni di mercato, anche se il ministero ha intenzione di cedere una quota di maggioranza.

Gli analisti ritengono che Royal Mail potrebbe quotarsi sulla base di un controvalore del flottante di 2-3 miliardi di sterline.

La vendita sarebbe una delle privatizzazioni più importanti in Gran Bretagna dai tempi del governo conservatore di John Major, che vendette le ferrovie nel 1990.

Il ministro Michael Fallon ha detto che c'è una domanda degli investitori sufficiente a consentire un flottante significativo e ha respinto l'idea che uno sciopero delle poste possa far deragliare i piani.

Il sindacato di settore (Cwu), che rappresenta la maggior parte dei 150.000 dipendenti, domani invierà le schede elettorali per votare sulla proposta di sciopero, se non verrà raggiunto un accordo con l'azienda su salari e condizioni di lavoro post-privatizzazione.

"Restiamo convinti che la privatizzazione sia la decisione sbagliata di Royal Mail... vogliamo un impegno che un governo laburista rinazionalizzerà Royal Mail", ha detto il segretario generale della Cwu, Billy Hayes.

L'AD di Royal Mail, Moya Greene, oggi affronterà 1.500 membri della Cwu in una conferenza, a Birmingham.

Gli investitori retail dovranno spendere un minimo di 750 sterline per comprare azioni, mentre il personale Royal Mail potrà partecipare alla privatizzazione sborsando un minimo di 500 sterline, sulla base di un controvalore del flottante di 3 miliardi di sterline.

E' la quarta volta che Londra tenta di privatizzare Royal Mail, colosso con un fatturato di oltre 9 miliardi di sterline e un utile operativo più che raddoppiato nell'esercizio terminato il 31 marzo scorso, a 403 milioni di sterline.

In risposta al calo dei volumi della posta cartacea, la società ha soppresso 50.000 posti di lavoro negli ultimi dieci anni e chiuso circa 25 uffici.

Royal Mail, nel quadro dell'Ipo e subordinato all'approdo in borsa, ha ottenuto un finanziamento da 1,4 miliardi di sterline da un pool di banche, che andrà a sostituire tutti i finanziamenti in essere da parte del governo e portare ad una significativa riduzione del costo complessivo del debito del gruppo.

Tra gli esempi di servizi postali privatizzati che fanno utili figura la tedesca Deutsche Post, che quota a un multiplo di 12,4 volte gli utili previsti nel 2013.

Il governo, che ha reclutato Goldman Sachs e Ubs per l'operazione, ha detto che Royal Mail prevede di pagare un dividendo finale il prossimo luglio per un totale di 133 milioni di sterline.

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