10 gennaio 2013 / 10:45 / tra 5 anni

PUNTO 1-Atlantia cala, Gemina sale su ipotesi fusione autostrade-aeroporti

* Più accreditata Opa cash di Atlantia rispetto a offerta di scambio

* Alcuni analisti valutano offerta su Gemina sopra 1,4 con premio 20%

* Atlantia ha liquidità, ma da valutare impatto su debito e dividendi

* C‘è anche attesa per una successiva integrazione con Sintonia (Aggiunge commenti, contesto, aggiorna andamento titoli)

di Stefano Bernabei

ROMA, 10 gennaio (Reuters) - Dopo la stringata nota ufficiale ieri a Borsa chiusa dell‘avvio dei contatti per una ipotesi di integrazione di Gemina in Atlantia , oggi la Borsa lavora sui due titoli dei Benetton in un chiaro movimento pre-merger, con la holding autostradale che poco dopo le 11 perde oltre il 3,5% e la ‘preda’ in rialzo superiore al 2% con una quotazione poco sopra 1,20 euro.

L‘ipotesi più accreditata anche ieri sera da una fonte sentita da Reuters , è quella del lancio di un‘Opa da parte di Atlantia, con pagamento cash. C‘è, però, anche la possibilità di una offerta di scambio di titoli o una soluzione mista. Secondo le fonti sentire da Reuters i tempi potrebbero essere brevi con proposte concrete ai rispettivi consigli già in febbraio.

Secondo il broker Equita, dal punto di vista di Atlantia, l`Opa sarebbe più interessante per gli utili ma peserebbe di più sul rapporto tra debito e margine lordo alzando la leva 4,5 volte.

“Andrebbe valutato cosa decideranno le agenzie di rating e se la politica dei dividendi (oggi una crescita del 5% annuo) possa essere a rischio”, scrive l‘analista di Equita, sottolineando che l‘operazione, dal punto di vista di Atlantia, non deve pregiudicare la attuale ottima capacità di reperire risorse sul mercato per finanziare l‘impegnativo piano di investimenti.

“La società non ha problemi di liquidità con 5 miliardi disponibili fra cash e linee di credito”, aggiunge sottolineando che una offerta di scambio avrebbe un impatto più positivo sul leverage.

Gemina, secondo le simulazioni di Equita, vale attorno 1,42 euro per azione.

Un secondo broker stamani ipotizza un prezzo di takeover per Gemina a 1,5 euro, con un premio del 20% sul fair value calcolato dall‘analista.

Un altro analista che non vuole essere citato, dice che “per Atlantia ora importante è che Gemina non salga troppo. Credo che al massimo pagherebbero Gemina a 1,3-1,4 euro, che è una valutazione molto tirata”.

Secondo questo analista, Gemina a 1,2-1,3 quota già un valore corretto, considerando la Rab di 1,8 miliardi (cioè il capitale ammesso alla tariffa regolata), i circa 300 milioni di ritorno sul premio per gli investimenti e un multiplo di 8 volte per le attività non regolate (Gemina incassa il 30% delle vendite dei negozi in aeroporto senza costi)

“Io credevo più probabile un‘operazione carta contro carta. Forse temono il passo indietro di qualche azionista”, aggiunge l‘analista.

PER AZIONISTI ATLANTIA SI ALLARGANO OCCASIONI BUSINESS

Secondo un banker sentito da Reuters che sta seguendo questo dossier, l‘ipotizzata integrazione consentirebbe ad Atlantia di sfruttare maggiormente la presenza estera investendo anche nel settore aeroportuale nei Paesi emergenti.

Una seconda fonte ha fatto anche notare l‘importanza strategica “di avere Goldman Sachs nell‘azionariato della controllante Sintonia, una banca internazionale che ha un ottimo know how negli aeroporti e che aveva favorito l‘ingresso del fondo sovrano di Singapore”.

Singapore è presente in Sintonia con il Gic, il fondo sovrano, e poi ha il gestore dell‘aeroporto della capitale asiatica Changi, in Gemina con oltre l‘8,4%.

Tra i vantaggi per Atlantia, ricordato dal banchiere, “c‘è anche un ciclo di investimenti più equilibrato con il piano per le autostrade completato sostanzialmente nel 2021 e quello aeroportuale che prevede lo sforzo maggiore dal 2020”.

Un po’ tutti ricordano tra le sinergie possibili quelle legate all‘attività di Pavimental, specializzata di Autostrade per le pavimentazioni autostradali e aeroportuali, che potrebbe realizzare in casa fino al 40% dei lavori previsti per l‘espansione e l‘ammordernamento di Fiumicino.

SULLO SFONDO IPOTESI FUSIONE AI PIANI ALTI CON SINTONIA

L‘operazione ormai alla luce del sole tra Atlantia e Gemina, metterà sotto una unica holding, quella che oggi controlla Autostrade per l‘Italia, anche il business regolato di Aeroporti di Roma. Per più di un osservatore, banker e analisti, la storia potrebbe non finire lì.

“Io mi aspetto comunque che ci sia uno step 2 con la fusione di Atlantia e Sintonia”, dice un analista.

Anche il banker concorda, sia che si parta da Gemina sia che si inizi dai piani superiori della catena di controllo l‘obiettivo è semplificare.

“Si può fare prima l‘una e poi l‘altra o viceversa. Il risultato finale è quello che conta e credo che l‘obiettivo sia avere una sola holding quotata, cioè Atlantia, detenuta dagli attuali azionisti di Sintonia e dal mercato che a sua volta detiene le partecipazioni in Autostrade per l‘Italia e Aeroporti di Roma”.

I Benetton saranno comunque molto attenti a mantenere il controllo di Atlantia o della nuova Atlantia.

“Fra tre anni scade il patto di sindacato di Sintonia. Se si scioglie, i Benetton vogliono mantenere il controllo su Atlantia”.

Oggi Sintonia, tramite Edizione, è controllata dai Benetton al 66,4%, Gic (Singapore) ha il 17,68%, Goldman Sach il 9,9% e Mediobanca il 5,9%.

Atlantia a sua volta è controllata da Sintonia con il 46,4%, con il secondo azionista che è la Fondazione Crt al 6,3%.

Gemina, infine, fa capo sempre a Sintonia che ha il 36% circa ed è controllata tramite un patto di sindacato al 41,7% in cui comanda Sintonia al 18%.

Gli altri azionisti di Gemina sono Mediobanca (12,6%), Toti (12,8%) Changi airport (8,4%), Fonsai (4,2%), Unicredit (3,4%), Ubs (3,2%), Generali (3%), Norges Bank (2%).

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