Atlantia cala e Gemina sale su ipotesi fusione autostrade-aeroporti

giovedì 10 gennaio 2013 10:05
 

ROMA, 10 gennaio (Reuters) - La stringata nota ufficiale dell'avvio dei contatti per studiare l'ipotesi di integrazione di Gemina in Atlantia ha acceso oggi l'interesse sui due titoli in un chiaro movimento pre-merger, con la holding autostradale che perde oltre il 4% e la 'preda' in rialzo superiore al 2%.

L'ipotesi più accreditata, anche ieri sera da una fonte sentita da Reuters , è quella del lancio di un'Opa da parte di Atlantia, con pagamento cash. C'è, però, anche la possibilità di una offerta di scambio di titoli o una soluzione mista.

Secondo il broker Equita, dal punto di vista di Atlantia l`Opa sarebbe più interessante per gli utili ma peserebbe di più sul rapporto tra debito e margine lordo alzando la leva 4,5 volte.

"Andrebbe valutato cosa decideranno le agenzie di rating e se la politica dei dividendi (oggi una crescita del 5% annuo) possa essere a rischio", scrive l'analista di Equita, sottolineando che l'operazione, dal punto di vista di Atlantia, non deve pregiudicare la attuale ottima capacità di reperire risorse sul mercato per finanziare l'impegnativo piano di investimenti.

"La società non ha problemi di liquidità con 5 miliardi disponibili fra cash e linee di credito", aggiunge sottolineando che una offerta di scambio avrebbe un impatto più positivo sul leverage.

Gemina, secondo le simulazioni di Equita, vale attorno 1,42 euro per azione.

Secondo un altro analista che non vuole essere citato, "per Atlantia ora importante è che Gemina non salga troppo. Credo che al massimo pagherebbero Gemina a 1,3-1,4 euro, che è una valutazione molto tirata".

Secondo questo analista, Gemina a 1,2-1,3 quota già un valore corretto, considerando la Rab di 1,8 miliardi (cioè il capitale ammesso alla tariffa regolata), i circa 300 milioni di ritorno sul premio per gli investimenti e un multiplo di 8 volte per le attività non regolate (Gemina incassa il 30% delle vendite dei negozi in aeroporto senza costi)

"Io credevo più probabile un'operazione carta contro carta. Forse temono il passo indietro di qualche azionista", aggiunge l'analista.   Continua...