Sea, con Comune Milano no "contrapposizioni muscolari" - Gamberale

venerdì 28 dicembre 2012 14:00
 

MILANO, 28 dicembre (Reuters) - Su Sea tra F2i e il Comune di Milano non c'è mai stata una "contrapposizione muscolare" ma un "dialogo continuo" e l'acquisto della quota della Provincia, da parte del fondo infrastrutturale, è avvenuto con il consenso di Palazzo Marino.

A dirlo è l'AD di F2i Vito Gamberale durante una conferenza stampa il giorno dopo che il fondo ha acquistato il 14,56% di Sea della Provincia per 147 milioni di euro, presentando l'unica offerta in un bando con una base d'asta di 160 milioni.

F2i - che lo scorso anno aveva acquistato dal Comune il 29,75% di Sea a 385 milioni - è salito così al 44,31%, diventando il secondo socio dopo Palazzo Marino, azionista di maggioranza con oltre il 54%.

A fine novembre è sfumata per mancanza di adesioni la quotazione di Sea in un clima di forti tensioni - sfociate in esposti della società a Consob e all'autorità giudiziaria - tra il Comune e lo stesso fondo che non ha nascosto di essere contrario ad alcuni aspetti dell'Ipo.

"Non è un'operazione che si può fare senza il consenso del Comune, non l'avremmo mai fatta. Di sicuro dopo questa operazione la collaborazione col Comune si svilupperà ancora di più e dovremo esprimere insieme la massima disponibilità per una chiara e limpida gestione aziendale", ha detto Gamberale alla conferenza stampa cui ha partecipato anche il presidente della Provincia Guido Podestà e Carmen Zizza, direttore generale di Asam.

F2I PRIMO AZIONISTA? VALUTEREMO COL COMUNE

Rispondendo a una domanda se F2i intenda diventare primo azionista di Sea, l'AD di F2i ha detto: "Nei nostri obiettivi c'è la collaborazione col Comune che sarà sempre azionista di maggioranza col 54%. Se poi il Comune avrà esigenze per propri vincoli di bilancio di procedere a ulteriori dismissioni, col Comune valuteremo e collaboreremo in modo tranquillo, positivo e costruttivo".

Gamberale ha poi sottolineato che il management di Sea "dovrà per forza attuare le scelte degli azionisti e rapportarsi a essi con trasparenza e competenza" aggiungendo di ritenerne "prematuro" un cambio e che "le società hanno la loro vita nella quale si avvicendano competenze e managerialità, decideranno i soci".   Continua...