November 28, 2012 / 6:44 PM / 5 years ago

Ipo Sea, non previsto repricing, offerte a minimo forchetta-fonti

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MILANO, 28 novembre (Reuters) - A due giorni dalla fine del roadshow di Sea, nonostante il mood negativo che si respira tra gli investitori, due fonti vicine all'operazione escludono un taglio della forchetta di prezzo, con una che sottolinea che le offerte si concentrano sul minimo del range.

"Un taglio della forchetta è escluso, il giudizio su Sea è molto buono", spiega una fonte vicina alla situazione, aggiungendo però che "l'interesse è al minimo del range. Gli investitori sono infastiditi dal comportamento di F2i in palese contrasto con l'operazione".

L'offerta per la ipo di Sea prevede una forchetta di prezzo tra i 3,2 e i 4,3 euro per azione, che valorizza la società tra gli 800 milioni e 1,075 miliardi.

"Non ci sarà nessun repricing. Stanno andando avanti con il roadshow e venerdì ci sarà un'idea più precisa del book. Dall'estero comincia a risvegliarsi l'interesse e fanno ordini", aggiunge una fonte vicina al collocamento.

Il roadshow, in questi giorni in corso in Europa, terminerà venerdì prossimo.

"L'operazione è rallentata, ma qualche ordine di qualità dall'estero è arrivato. Venerdì si riuscirà a sapere se è andata in porto l'operazione", sottolinea una terza fonte vicina al dossier, mettendo in evidenza che l'avviso integrale è stato pubblicato solo oggi.

Alcuni gestori si mostrano tuttavia dubbiosi sul successo dell'ipo. Uno scetticismo che sembra andar oltre il tradizionale gioco delle parti che vede istituzionali e asset manager cercare di spuntare nei collocamenti il prezzo più conveniente. Alcuni gestori ipotizzano una riduzione della forchetta di prezzo per sostenere la raccolta di ordini.

"L'idea è che si sta facendo molta fatica a coprire l'offerta, da parte retail c'è un po' di domanda, ma da parte istituzionale è molto scarsa" spiega un gestore, sottolineando che il punto critico è la valutazione più che l'asset. "Quei pochi che stanno immettendo ordini lo stanno facendo nella parte bassa della forchetta. (La società e le banche) potrebbero decidere di fare un ulteriore sconto", spiega.

"Penso che taglieranno la forchetta", gli fa eco un secondo gestore.

"Con solamente gli istituzionali difficilmente riusciranno a coprire l'offerta, bisogna vedere se riescono a piazzarla al retail", spiega un altro gestore, sottolineando che "riuscire a coprire l'offerta al minimo della forchetta sarebbe già tanto, dovrebbero abbassarlo". L'operatore mette in evidenza che la valutazione, anche al minimo, è a premio rispetto ai comparables.

"Il mood è negativo, la domanda dall'estero è poco o niente", spiega un quarto gestore, pur sottolineando che la società ha un valore e "la valutazione nella parte bassa è interessante, anche se non regalata".

"L'assenza di investitori istituzionali dà l'impressione che non si farà", continua. "I conflitti tra i soci emersi nelle news hanno spaventato gli investitori esteri e creato confusione".

Alcuni dei gestori sottolineano tuttavia la necessità della Provincia di Milano, dopo che l'asta per Serravalle è andata deserta, di vendere la sua quota del 14,6% in Sea per far quadrare i conti a fine anno.

Nelle scorse settimane F2i, che circa un anno fa ha acquistato il 29,75% di Sea a un prezzo di 5 euro ad azione, aveva duramente criticato l'operazione.

(Elisa Anzolin)

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