Sea, cessione 20% "tranquillamente compatibile" con Ipo - Bonomi

lunedì 21 novembre 2011 13:39
 

MILANO, 21 novembre (Reuters) - L'ipotesi di una cessione del 20% di Sea può essere tranquillamente compatibile con la quotazione in borsa della società che gestisce gli aeroporti milanesi, progetto quest'ultimo "ancora in corso".

E' quanto ha sottolineato oggi il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, precisando che "il processo di quotazione è parallelo" a quello della vendita.

La scorsa settimana il Comune di Milano ha approvato una delibera che prevede due opzioni di vendita alternative per Sea ma con uguale base d'asta di 385 milioni di euro: la cessione del 20% delle quote di Sea e del 18,6% di Serravalle o quella del 29,75% della sola società che gestisce gli scali milanesi. Si è invece allontanata la quotazione di Sea, prevista in un primo momento per novembre 2011.

"L'ipotesi di una cessione del 20% di Sea potrebbe tranquillamente essere compatibile con la stessa quotazione in borsa", ha detto Bonomi a margine di una conferenza stampa a Milano.

Illustrando i due progetti in corso attualmente per la società - quello di quotazione e quello appena avviato da Palazzo Marino per la vendita di un pacchetto azionario di Sea - Bonomi ha detto che il primo è ancora "assolutamente aperto".

"L'azionista può ovviamente disporre delle proprie azioni come crede. Se dispone delle sue azioni in modo incompatibile col progetto di quotazione, ad esito del suo procedimento, valuteremo le conseguenze", ha detto Bonomi.

Rispondendo a una domanda sulla proposta della maggioranza a Palazzo Marino sull'azzeramento del cda di Sea - all'ordine del giorno del consiglio comunale odierno - Bonomi ha detto: "Il cda di Sea è vivo e vegeto. Non mi pare sia (ancora) una decisione, quando mi verrà comunicato qualcosa, commenterò".

"Siamo in attesa" ha detto invece rispondendo a una domanda su eventuali sviluppi per la firma del decreto della presidenza del consiglio dei ministri, ultimo passo perché Sea possa introdurre gli aumenti tariffari legati ai suoi investimenti.

Nell'ottica dell'Ipo, l'aumento delle tariffe costituisce un innegabile elemento di appeal per la società.

(Sara Rossi)

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