Sea, con cessione 20% in caso Ipo Comune scende sotto 50%-Bonomi

giovedì 3 novembre 2011 17:07
 

MILANO, 3 novembre (Reuters) - Se il Comune di Milano cede il 20% di Sea e decide di far proseguire l'iter per la sua quotazione tramite offerta di pubblica sottoscrizione, Palazzo Marino scende sotto la quota del 50% del capitale.

E' quanto ha prospettato oggi il presidente della società che gestisce gli scali milanesi, Giuseppe Bonomi, dopo che nei giorni scorsi il Comune ha fatto sapere di essere orientato a un bando di gara per cedere il 20% di Sea e il 18,6% di Serravalle. Allora il sindaco Giuliano Pisapia aveva detto che Palazzo Marino avrebbe mantenuto il 51% di Sea.

"Se il Comune vuole mantenere il controllo di Sea attraverso il 50% più uno del capitale, con una cessione del 20%, la quota del Comune scenderebbe al 64,4%. Con un'offerta di pubblica sottoscrizione (che prevede) un flottante del 25%, la quota del Comune si diluirebbe al 48,4%", ha spiegato oggi Bonomi rispondendo alle domande dei consiglieri comunali milanesi in una seduta congiunta delle commissioni Mobilità e Partecipate.

F2i, fondo specializzato in infrastrutture ha presentato nei giorni scorsi un'offerta non vincolante per il pacchetto Sea-Serravalle che prevede 380 milioni di euro (235 per Sea e 145 per Serravalle). Palazzo Marino per non sforare il patto di stabilità deve mettere assieme 350 milioni entro fine anno.

Bonomi ha poi fatto riferimento a una procedura di Borsa secondo cui per capitalizzazioni superiori ai 2 miliardi di euro può essere valutata una deroga per il livello minimo di flottante che passerebbe dal 25 al 15%, mentre nel caso di capitalizzazione superiori al miliardo di euro la deroga farebbe giungere questo livello al 20%.

"Naturalmente sono deroghe che prevedono un'autorizzazione della Borsa che non è affatto scontata", ha commentato Bonomi.

Per il presidente di Sea la sottoscrizione dell'accordo di programma con Enac dello scorso settembre ha permesso alla società - che secondo gli analisti "è pronta per essere quotata" - di aumentare il proprio valore del 30%.

Inoltre facendo riferimento al maxi-dividendo che Sea deve erogare al Comune e che la società ha vincolato all'ipo, Bonomi ha detto di essere certo che Sea "possa gestire il debito in via provvisoria anche senza aumento di capitale" anche grazie alla sottoscrizione del contratto di programma - che tuttavia non si è ancora definitivamente trasformato in un decreto della Presidenza del consiglio dei ministri.

(Sara Rossi)   Continua...