Borsa, resto per processo internazionalizzazione - Capuano

lunedì 4 maggio 2009 13:59
 

MILANO, 4 maggio (Reuters) - Massimo Capuano, amministratore delegato di Borsa Italiana, non intende lasciare il suo posto, quanto meno sino a che la società che gestisce il mercato azionario proseguirà nel processo di internazionalizzazione.

Rispondendo a una domanda sull'ipotesi di addio a Borsa Italiana, nel corso della presentazione alla stampa di Aim Italia (nuovo listino dedicato alle piccole e medie imprese), Capuano ha ricordato di essere focalizzato sul "processo di internazionalizzazione", aggiungendo che, sino a che l'obiettivo sarà questo, "io resto qui".

Capuano è stato sollecitato anche ad esprimersi sulla Mifid, a circa un anno e mezzo dall'entrata in vigore. "I prezzi si sono ridotti", ha spiegato, "ed è cresciuta l'attività cross-border. Ora, però, dovrebbe essere messa a punto la disparità fra mercati regolamentati e non" perché c'è il rischio di "una concorrenza unfair".

Capuano, affiancato da Luca Peyrano, responsabile primary markets, ha illustrato le caratteristiche di Aim Italia e la riorganizzazione complessiva dei mercati gestiti da Borsa Italiana, con la confluenza dell'Expandi in Mta, "l'introduzione di un percorso agevolato per il passaggio da Aim a Mta, una fast-track per la quotazione delle società partecipate da fondi di private equity" e la creazione del Market Investment Vehicles (Miv), dedicato a fondi chiusi, investment companies e real estate investment companies.

Le modifiche regolamentari necessarie per rendere operativa la riorganizzazione, ha ricordato Capuano, "entreranno in vigore dal prossimo 22 giugno".

Per quanto riguarda Aim Italia, Capuano ha sottolineato che "il mercato c'è", visto che ci sono le società quotande (due domande di pre-ammissione, con inizio degli scambi previsto per venerdì 8 maggio), otto Nomad ammessi e 20 trading member.

I vertici di Borsa Italiana hanno raccontato che nelle settimane scorse si sono svolti diversi incontri con le potenziali quotande, da cui è emerso che le piccole e medie imprese italiane, in questa fase di crisi economica e contrazione del credito, percepiscono "il tema della patrimonializzazione" e l'esigenza "dell'apertura al capitale di rischio".

A breve, hanno aggiunto Capuano e Peyrano, a Londra si svolgerà una cena con una decina di imprese interessate all'Aim Italia. "C'è una pipeline di società interessate", ha detto Peyrano, che si è soffermato sul "potenziale di attrazione per aziende non solo italiane", conseguenza della forza del brand Aim a livello internazionale.