Ipo, MolMed (biotech) capitalizzerà 168,5-215,5 mln euro

martedì 19 febbraio 2008 13:15
 

MILANO, 19 febbraio (Reuters) - La società biotecnologica Molecular Medicine (MolMed), dopo l'offerta finalizzata alla quotazione sul Mta di Piazza Affari, avrà una capitalizzazione pre-money compresa fra 168,5 milioni e 215,5 milioni.

E' quanto emerso nella conferenza stampa organizzata in occasione della tappa milanese del road-show.

L'offerta globale - partita ieri, terminerà il 28 febbraio - riguarda 26.116.952 azioni, pari al 25% del capitale, rivenienti interamente da un aumento di capitale.

L'86,6% dell'offerta è riservato agli investitori istituzionali, mentre il restante 13,4% è destinato al retail. E' prevista un'opzione di greenshoe sul 15% dell'offerta globale.

L'intervallo di prezzo - che non era stato comunicato venerdì scorso, all'atto del deposito del prospetto informativo - è stato individuato in 2,15-2,75 euro, pari, appunto, a 168,5-215,5 milioni, prima della greenshoe.

In caso di esercizio integrale della greenshoe, il flottante sarà pari al 27,71%.

La conferenza stampa ha visto la partecipazione dell'amministratore delegato di Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione), coordinatore dell'offerta, insieme a Société Générale, responsabile del collocamento pubblico e sponsor), Gaetano Miccichè, che ha sottolineato la particolarità di un'Ipo che "merita di avere successo" perché "mette in luce l'eccellenza dell'italianità".

Il presidente e amministratore delegato, Claudio Bordignon, e il direttore generale di MolMed, Marina Del Bue, hanno ripercorso la storia del gruppo e le prospettive della pipeline di prodotti.

Del Bue, in particolare, ha sottolineato che la scelta di quotarsi a Piazza Affari, e non a Zurigo, è stata conseguenza della "fusione (di Borsa Italiana) con Lse", definita "un'opportunità unica perché ci dà visiblità sulla piazza più importante al mondo dopo Wall Street".

Bordignon ha affermato che la scelta di quotarsi, in una situazione di mercato molto difficile, "è strategica, non tattica finanziaria", perché "adesso è il momento dell'esplosione dei nostri studi clinici e, quindi, del bisogno delle risorse".