19 maggio 2008 / 13:47 / 9 anni fa

PUNTO 1-Immit, Ipo vista a giugno, per Imi vale 1,059-1,125 mld

(aggiunge ammissione alla quotazione in paragrafo 3)

MILANO, 19 maggio (Reuters) - Immit, divisione immobiliare del gruppo Intesa Sanpaolo (ISP.MI), potrebbe sbarcare in borsa "entro metà giugno, autorità e mercati permettendo".

Lo dice a Reuters una fonte di settore.

Borsa Italiana ha intanto disposto l'ammissione alla quotazione delle azioni ordinarie della società immobiliare con data di inizio che verrà "stabilita con successivo avviso".

Secondo una nota di ricerca preparata per il premarketing e resa disponibile a Reuters da fonti di mercato, inoltre, Banca Imi ipotizza per la matricola una valorizzazione indicativa di 1,059-1,125 miliardi, senza contare lo sconto da Ipo.

Il valore è calcolato con il metodo dei flussi di cassa, assumendo un WACC (weighted average cost of capital) del 7,6%.

IL PANIERE DI COMPARABLE

Oltre al DCF (discounted cash flow), l'analista che scrive la ricerca prende in considerazione anche il metodo dei multipli.

Il paniere di comparable include le italiane Beni Stabili (BNSI.MI) e IGD (IGD.MI), la belga Cofinimmo (COFB.BR), l'inglese Derwent London (DLN.L) e le francesi Silic SILP.PA, Société de la Tour Eiffel (TEIF.PA) e Société Fonciere Lyonnaise FLYP.PA>.

L'EV/Ebitda 2009 medio del paniere viene calcolato sulle 17,6 volte, con un P/E di 22,4 volte e un P/NAV di 0,9. Il tasso di sconto medio sul NAV, inoltre, è del 16%, quantifica l'analista. Per Immit (NAV di 1,295 miliardi, fonte CBR Ellis, e book value al 31 marzo 2008 di 1,08 miliardi), un "discount" del 15% porterebbe ad un NAV sui 1,1 miliardi - all'interno del range calcolato dall'analista col metodo dei flussi di cassa.

Come valore di portafoglio la quotanda - nel paniere - è tra le società di minori dimensioni, in un range che va dai 4,477 miliardi di Beni Stabili al miliardo circa di IGD.

PROSPETTIVE DI CRESCITA

L'analista si aspetta un CAGR dei ricavi di portafoglio 2007-2012 pari al 4,1% e un CAGR degli utili pari al 4,2%. Il Capex 2007-2012, visto a 94,6 milioni, "è legato alla ristrutturazione del portafoglio value" e secondo l'analista non porterà debito alla società.

Al 2012, in particolare, i profitti netti sono visti a 66,8 milioni (dai 54,4 milioni del 2007), il fatturato a 85,9 milioni (da 70,2) e l'Ebitda a 67,7 milioni da 56,6.

Il 2008 pro-forma, come calcolato dall'analista, vede 69,3 milioni di ricavi, 51,9 milioni di Ebitda e 97,5 milioni di utili netti.

Il pay out, infine, è visto al 95% per gli anni 2009-2010 e all'85% per gli anni a venire.

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