Tentazione delisting per Pmi Piazza Affari, ma credito è stretto

venerdì 22 febbraio 2008 09:04
 

MILANO, 21 febbraio (Reuters) - Delisting e buyback caratterizzeranno il 2008 di Piazza Affari, ma non saranno molte le società a poter percorrere queste strade, soprattutto quella dell'abbandono del listino, perché la possibilità di ricorrere al credito è limitata.

E' la convinzione che emerge da un giro d'orizzonte che Reuters ha compiuto fra i banchieri d'affari.

Se i buyback sono un fenomeno partito tempo fa, il delisting, tipico dei periodi di mercato Orso, è un tema emerso recentemente. Ad aprire la strada è stato il gruppo di private equity InvestIndustrial della famiglia Bonomi, con le operazioni Ducati DMH.MI, Polynt PLY.MI e Sirti SIR.MI.

OCCHIO ALLE MOSSE DEL PRIVATE EQUITY

Quante seguiranno? Alberto Cornegliano Cattaneo, director client advisory group di Credit Suisse, banchiere che segue prevalentemente piccole e medie aziende, alla domanda su chi potrebbe lasciare Piazza Affari, se la cava con una battuta un po' impietosa: "Se guardiamo il segmento AllStars, ci si può dire che è l'unica cosa da fare".

Nomi, però, sul mercato ne circolano. "E' un momento interessante. Stiamo guardando e proponendo delisting", sintetizza un banchiere che preferisce restare anonimo. "E' un tema presente nell'agenda di molti".

La mossa di InvestIndustrial, unita a esperienze passate, giustifica chi è certo che i più propensi al delisting siano gli operatori di private equity.

Un caso recente è quello di 3i (III.L: Quotazione), che è entrata nel capitale di Targetti e l'ha sottratta al listino per poter realizzare un'acquisizione e fra qualche anno tornare a Piazza Affari.   Continua...