Cuba, governo rallenta accesso a blog più cliccato dell'isola

martedì 25 marzo 2008 09:38
 

HAVANA (Reuters) - La blogger più popolare di Cuba, Yoani Sanchez, ha detto ieri che le autorità dell'Avana hanno prima bloccato e poi rallentato notevolmente l'accesso al suo sito dai computer dell'isola.

Sanchez, il cui blog intitolato "Generacion Y" è stato visitato da 1,2 milioni di persone nel mese di febbraio, ha detto che i censori del governo hanno messo dei filtri che rallentano l'apertura della sua pagina web (www.desdecuba.com/generaciony/).

"Praticamente questo blocca l'accesso al sito. Chi è quel cubano con un accesso limitato a internet disposto ad aspettare 15 minuti per vedere il mio sito?", ha detto Sanchez.

Durante il fine settimana, i tentativi di aprire il sito dall'isola andavano completamente a vuoto.

L'operatore telefonico statale Etecsa è l'unico provider di internet di Cuba.

La 32enne Sanchez, laureata in filosofia, ha conquistato un numero notevole di utenti grazie ai suoi racconti sulla vita quotidiana a Cuba, che comprendono descrizioni senza censure delle difficoltà economiche e politiche con gli abitanti dell'isola si trovano a combattere tutti i gironi.

La blogger ha criticato il nuovo leader Raul Castro, succeduto il mese scorso al fratello malato Fidel, per le sue vaghe promesse di cambiamento e per i passi minimi fatti per migliorare gli standard di vita dei cubani.

"Chi è l'ultimo in coda per un tostapane?" era il titolo di un recente intervento della Sanchez pubblicato sul suo blog per prende in giro la decisione del governo di togliere il divieto di vendita di computer, lettori Dvd e altri elettrodomestici fra cui però non ci sono i tostapane, la cui vendita sull'isola rimarrà ufficialmente vietata fino al 2010.

In un paese dove la stampa è controllata dallo stato e non esistono media indipendenti, Sanchez e altri cubani hanno trovato in internet uno sfogo per esprimersi liberamente.

"Questa boccata di aria fresca ha scompigliato i capelli a burocrati e censori", ha detto la blogger in un'intervista telefonica in cui ha detto di voler continuare a scrivere il suo diario.

 
<p>La bandiera cubana fuori da un hotel all'Avana della catena spagnola Melia. REUTERS/Claudia Daut (CUBA)</p>