Azienda finanziata da Google lancia test Dna in Europa

martedì 22 gennaio 2008 17:58
 

DAVOS, Svizzera (Reuters) - Un'azienda finanziata da Google ha presentato oggi un servizio via internet per eseguire test del Dna in Europa, nella speranza di replicare il successo riscosso negli Stati Uniti dove, dal novembre scorso, il test si vende ad un prezzo di 680 dollari circa.

Linda Avey e Anne Wojcicki, fondatrici di 23andMe, presenteranno ufficialmente il nuovo servizio durante il Forum economico mondiale che si tiene a Davos a partire da domani.

Per sottoporsi alle analisi basterà inviare un campione di saliva e attendere tra le quattro e le sei settimane per ricevere i risultati via internet. Con queste sarà possibile conoscere le proprie caratteristiche ereditarie e, grazie al supporto di un professionista esterno, alcuni dei rischi a cui la nostra salute è geneticamente esposta.

"Stiamo riscontrando grande interesse per il servizio al di fuori degli Stati Uniti e siamo felici di poter cominciare a offrirlo in Canada e in Europa", ha detto Avey. "In futuro speriamo di poter continuare ad espandere la nostra presenza in tutto il mondo".

Il servizio, che prende il suo nome dal numero delle coppie di cromosomi che compongono il genoma di qualsiasi persona, promette di mostrare più di mezzo milione di informazioni diverse sul genoma di una singola persona, esposte in una forma chiara che può essere facilmente compresa e visualizzata dalla persona interessata.

Il sito non fornisce interpretazioni sui rischi per la salute connessi alle caratteristiche genetiche, come la propensione a sviluppare cancro, diabete o morbo di Alzheimer, ma chi fosse interessato può utilizzare le informazioni fornite dal test eseguito da 23andMe per interpellare un esperto di sua fiducia.

Il servizio, però, potrebbe rivelarsi più controverso di quanto non sembri, soprattutto in luoghi come la Gran Bretagna, dove alcuni esperti di Dna sostengono che le analisi dei codici genetici sono inutili al fine di prevedere malattie future e posso, al contrario, diventare fonti di inutili preoccupazioni.

A tale proposito, due mesi fa Christine Patch, membro della Commissione britannica sulla genetica umana, ha definito la maggior parte degli esami del Dna un'inutile perdita di denaro.