Siemens, ex manager ammette sistema fondi neri

lunedì 26 maggio 2008 18:28
 

FRANCOFORTE (Reuters) - Un ex dirigente di Siemens, imputato in un processo per corruzione e concussione che ha colpito il colosso tedesco, ha ammesso oggi di aver costruito un sistema di fondi neri ma di aver poi cercato senza successo di fermare le pratiche illecite.

Reinhard Siekaczek, che ha lavorato alla Siemens per almeno 40 anni, ha ammesso oggi di aver sviluppato un sistema per mascherare le tangenti a compagnie di telecomunicazioni straniere, dopo che tali pratiche erano state vietate in Germania nel 1998.

"Non era un grande sistema. Non dovevi essere particolarmente intelligente", ha detto il manager 57enne davanti ad un tribunale penale .

Siekaczek ha poi detto di essersi rivolto a Thomas Ganswindt, all'epoca capo della divisione reti per telecomunicazioni di Siemnes nella quale lavorava, nel 2004, ma che il dirigente non aveva poi fatto nulla per cambiare le cose.

Lo scandalo - una delle più importanti inchieste sulla corruzione delle aziende in Germania e che è costato il posto all'ex presidente della compagnia Heinrich von Pierer e all'ex chief executive Klaus Kleinfield, che però non sono sotto accusa - ha offuscato l'immagine dell'industria tedesca. Si ipotizza che il colosso tedesco abbia pagato un totale di 1,3 miliardi di euro in tangenti tra il 2000 e il 2006.

Siekaczek non è accusato di aver pagato le tangenti o di essersi personalmente arricchito, ma di aver contribuito a metter in piedi il sistema criminale.

L'ex dirigente ha descritto come i suoi superiori usavano firmare foglietti apposti su documenti potenzialmente incriminanti, invece di firmare direttamente i documenti, in modo da non lasciare traccia della loro implicazione nelle operazioni illecite.

"In questo modo i firmatari potevano elegantemente rimuovere qualsiasi traccia del loro coinvolgimento in caso di un'indagine", ha detto Siekaczek.

Il tribunale, secondo cui il processo durerà 15 giorni, dovrebbe ascoltare le testimonianze di von Pierer e di Ganswindt.

In Italia la procura di Milano nella primavera 2007 ha avviato una nuova inchiesta sulle presunta tangenti pagate da Siemens per l'aggiudicazione di appalti nel settore della telefonia dopo un esposto del nuovo management relativo a condotte delle precedenti gestioni della unità italiana della multinazionale tedesca. Sulla vicenda sta indagando anche l'americana Sec.

In ottobre, i magistrati tedeschi hanno inflitto una multa a Siemens di 201 milioni di euro dopo aver ricostruito i flussi di denaro frutto delle tangenti in Nigeria, Russia e Libia.

 
<p>Reinhard Siekaczek, l'ex-manager Siemens a processo a Monaco. REUTERS/Michaela Rehle</p>