11 giugno 2008 / 07:38 / tra 9 anni

Tlc, Censis: cresciuti all'83% giovani che navigano in Rete

MILANO (Reuters) - Gli italiani tra i 14 e i 29 anni sono grandi fruitori di tutti i mezzi di comunicazione, sia vecchi che nuovi: l‘83% di loro usa Internet almeno una volta alla settimana, tutti hanno il telefono cellulare, guardano la tv e oltre la metà legge quotidiani e periodici, in una sorta di “nomadismo mediatico”.

E’ quanto emerge dal settimo Rapporto sulla comunicazione del Censis/Ucsi, che indaga sulle relazioni tra giovani e media.

Secondo la ricerca, tra il 2003 e 2007, l‘utenza complessiva del Web è passata dal 61% all‘83% dei giovani, mentre l‘uso abituale (almeno tre volte alla settimana) dal 39,8% al 73,8%.

Dallo studio emerge che il cellulare è usato dal 97,2% dei giovani, che però amano anche i libri: il 74,1% ne legge almeno uno all‘anno, mentre il 62,1% ne legge più di tre.

Per quanto riguarda il rapporto con i quotidiani -- che siano a pagamento o free press -- il 77,7% dei giovani ne legge uno una o due volte alla settimana (contro il 59,9% nel 2003), mentre il 57,8% legge almeno tre giornali alla settimana.

In aumento anche la lettura dei periodici, pari al 50% dei giovani (contro il 44% nel 2003), mentre risulta in calo l‘uso della televisione tradizionale (dal 94,9% all‘87,9%), compensata dall‘aumento della tv satellitare (dal 25,2% al 36,9%).

Per quanto riguarda la divisione tra maschi e femmine, dalla ricerca risulta che le ragazze ascoltano di più la radio (il 90,3% contro l‘83,1% dei maschi) e leggono di più i periodici (il 55,2% contro il 45,3%). I maschi primeggiano invece nella lettura dei quotidiani (l‘80,4% contro il 74,6% delle ragazze) e nel guardare la tv satellitare (il 39,9% contro il 33,6%).

Nello studio emerge che i giovanissimi, tra i 14 e i 18 anni, sono i più voraci consumatori di media, ma non di quotidiani e radio, al posto della quale prediligono pod-cast e download di mp3 dalla rete e playlist scambiate attraverso i blog.

GIOVANI ITALIANI SIMILI A QUELLI EUROPEI

Secondo il Censis, le giovani generazioni passano da un mezzo all‘altro senza badare troppo alla sua natura.

“La molteplicità dei media a disposizione li spinge a passare da uno all‘altro secondo un nomadismo mediatico che si accompagna al disincanto dovuto all‘assenza di una vera prospettiva gerarchica tra i media”, spiega in una nota Giuseppe Roma, direttore generale del Censis.

Dalla ricerca emerge che i giovani italiani assomigliano a quelli europei, ma non sono del tutto uguali. Ovunque infatti si fa un grande uso del telefonino, ma solo in Italia il 96,5% dei giovani lo adopera in maniera davvero abituale. Negli altri paesi gli utenti abituali oscillano tra l‘89,3% della Germania, l‘83,9% della Gran Bretagna, l‘83,7% della Spagna, per scendere al 73,8% della Francia.

Per i giovani inglesi e tedeschi Internet riveste un ruolo ancora più importante che in Italia, mentre spagnoli e francesi non solo usano meno Internet (rispettivamente il 69,5% e il 65,7%), ma leggono anche meno libri dei coetanei europei.

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