Google difende sua politica privacy dopo rapporto Ue

martedì 8 aprile 2008 11:20
 

SAN FRANCISCO (Reuters) - Google ha difeso la sua politica di archiviazione dei dati degli utenti fino a 18 mesi, sostenendo che serve per migliorare i risultati di ricerca, rispondendo così al rapporto dell'Unione Europea secondo cui non è necessario conservare i dati per un periodo superiore ai sei mesi.

Un gruppo di commissari per la protezione dei dati dell'Ue ha rilevato che gli indirizzi web e i controlli cookie sono informazioni personali che i servizi di ricerca dovrebbero proteggere in modo più adeguato.

Una serie di raccomandazioni su come i dati personali dovrebbero essere trattati in Europa è stata pubblicata venerdì da Articolo 29 Working Party, e può essere consultata all'indirizzo tinyurl.com/5yukzm.

I cookies sono piccoli bit di testo che registrano gli accessi degli utenti ai siti web, ampiamente usati dai pubblicitari per misurare il pubblico, ma sollevano timori riguardo a possibili violazioni della privacy.

"E' opinione del Working Party che i motori di ricerca, che raccolgono i dati degli utenti, non abbiano spiegato sufficientemente i propositi delle loro operazioni ai fruitori del loro servizio", dice il comunicato, aggiungendo che "il Working Party non vede la necessità di detenere (i dati) per un periodo che va oltre i sei mesi".

In una nota diffusa ieri, il consulente sulla privacy di Google Peter Fleischer, ha detto che la sua compagnia non si trova d'accordo con il rapporto e ha argomentato dicendo che le politiche per la privacy dovrebbero andare incontro agli sforzi delle compagnie volti a rendere più agevoli i servizi Internet.

 
<p>Un utente fa ricerche su Google. REUTERS/Darren Staples (BRITAIN)</p>