Ict: Danimarca prima, Italia 42esima dietro Tunisia e Cile

mercoledì 9 aprile 2008 19:36
 

FRANCOFORTE (Reuters) - La Danimarca è nella condizione di trarre benefici economici maggiori di quelli di ogni altro paese dalle nuove tecnologie Ict, mentre l'Italia è al 42esimo posto.

Secondo il Global Information Technology Report 2007-2008 pubblicato oggi dal World Economic Forum (Wef), la Danimarca si riconferma l'economia con il più alto livello di preparazione alle tecnologie Ict per il secondo anno di seguito, seguita da Svezia e Svizzera, mentre l'Italia - in mezzo a Cipro e alla Repubblica Slovacca - è superata da molti paesi europei ed extraeuropei tra cui Tunisia, Portorico e Cile.

Il Wef ha preso in esame la preparazione dei singoli paesi all'uso delle Ict da tre punti di vista: il contesto generale economico, normativo e infrastrutturale per le Ict, il grado di preparazione dei tre principali soggetti - individui, imprese e amministrazioni pubbliche - a utilizzare le Ict e a trarne vantaggio, nonché il loro effettivo utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione più avanzate. Ha poi elaborato un indice (il Networked Readiness Index, Nri) e stilato la classifica per misurare l'impatto delle Ict su sviluppo e competitività dei paesi.

Alla luce del rapporto, emerge che l'Europa riveste un ruolo importante in materia di Ict se si considera che fra i primi 20 classificati figurano ben 11 paesi europei. Dopo la Danimarca, la Svezia e la Svizzera, seguono infatti la Finlandia (6° posto), i Paesi Bassi (7° posto), l'Islanda (8° posto), la Norvegia (10° posto), il Regno Unito (12° posto), l'Austria (15° posto), la Germania (16° posto) e l'Estonia (20° posto).

Gli Stati Uniti sono quarti, Singapore quinto, la Corea del Sud è balzata al 9° posto dal 19° dell'anno scorso.

"L'esperienza di successo dei paesi nordici, di Singapore, degli Usa e della Corea ha mostrato che una visione coerente dell'importanza delle Ict, insieme ad una attenzione verso innovazione e formazione, sono funzionali non solo ad aumentare la ricettività alle tecnologie, ma anche a gettare le basi per la crescita sostenibile", ha spiegato Irene Mia, senior economist del Global Competitiveness Network presso il World Economic Forum e coeditore del rapporto.

Il Wef ha spiegato di aver usato dati statistici pubblici e i risultati di un'indagine valutativa annuale su questioni istituzionali e di sviluppo delle imprese, in partnership con istituti di ricerca leader e organizzazioni di imprese.

La relazione completa è disponibile sul sito del Wef (www.weforum.org/gitr).