Pagamenti tramite cellulare, in Italia diffusione è ancora bassa

giovedì 29 maggio 2008 12:52
 

MILANO (Reuters) - I pagamenti tramite cellulare in Italia sono ancora poco diffusi, nonostante 46 milioni di persone posseggano un telefonino, e circa il 30% di questi sia dotato di tecnologie avanzate di connessione mobile.

A rivelarlo è uno studio di CommStrategy, una società specializzata nell'analisi dei comportamenti dei consumatori sui media digitali.

L'Italia, pur presentando una penetrazione di terminali mobili di ultima generazione superiore ai maggiori paesi europei, mostra un deficit in tema di trasparenza dei servizi, ruolo del pubblico e qualità delle soluzioni di pagamento e di banking remoto, secondo quanto denuncia lo studio.

Gli esempi di pagamenti remoti di controvalore inferiore ai 10 euro istituiti per i servizi pubblici, come l'acquisto dei biglietti dei mezzi municipali a Roma e l'Ecopass a Milano, possono comunque rappresentare un punto di partenza per lo sviluppo di standard, secondo la ricerca.

"Un futuro in cui una parte crescente dei pagamenti possa avvenire tramite telefonia mobile, attraverso l'addebito diretto sul proprio conto corrente o su strumenti equivalenti, con un notevole aumento della sicurezza delle transazioni e rischi minori per i consumatori, potrebbe non essere così lontano", recita una nota di CommStrategy.

Anche perchè, sottolinea lo studio, entro il novembre 2009 l'Italia dovrà recepire la Payment Service Directive 2007/64/CE, ratificata dalla Ue il 5 dicembre 2007, che permetterà ai soggetti non bancari l'ingresso nel sistema dei pagamenti, identificando regole comuni a tutela dei consumatori.

Secondo lo studio si tratta di un'importante opportunità, dato che oggi l'Europa mostra un notevole ritardo rispetto al Giappone e, in misura inferiore, agli Stati Uniti.

Nel paese del Sol Levante, ad esempio, il sistema di pagamenti tramite cellulare è diffusissimo: sono più di 40 milioni gli individui che, a prescindere dall'operatore di telefonia mobile utilizzato, possono effettuare acquisti in mobilità grazie al chip del proprio cellulare (remote payment) o più semplicemente passando il telefonino sopra appositi lettori, per esempio per entrare in metropolitana o per effettuare acquisti in alcune centinaia di migliaia di punti vendita e in più di 5.000 taxi (proximity payment).

Secondo lo studio, il successo si deve in parte allo standard di fatto -- rappresentato dalla carta contactless a circuito integrato Felica prodotta da Sony, già precedentemente utilizzata da circa 50 milioni di persone nell'e-money e per il trasporto pubblico regionale e locale -- che ha costituito un'efficace premessa tecnologica su cui altri fattori abilitanti hanno potuto fare leva.

 
<p>Cellulari esposti al 3GSM World Congress di Barcelona nel 2006. REUTERS/Albert Gea</p>