March 31, 2008 / 7:09 AM / 9 years ago

I musei si buttano sul Web: i siti high-tech stimolano le visite

3 IN. DI LETTURA

<p>"Body Mask" 2007, mostra di sculture bronzee di Sherrie Levine al Whitney Museum of American Art per la Biennale di New York 2008.Mike Segar</p>

di Sue Zeidler

SAN FRANCISCO (Reuters) - Web e cultura vanno sempre più a braccetto: su Internet dipinti e sculture trovano un nuovo pubblico e i musei catturano l'attenzione mondiale grazie a siti high-tech ricchi di video, podcast ed elementi interattivi.

Come se non bastasse, sembra che il Web, anziché diminuire il numero di visite ai musei, le faccia aumentare.

"Tutti i musei, specialmente quelli di arte, stanno realizzando che Internet è la chiave per far crescere le visite", ha detto Ford Bell, AD dell'American Association of Museums che conta più di 6.500 membri.

"Alcuni musei ora permettono alle persone di scaricare sui loro iPod dei veri e propri tour prima della visita", ha spiegato.

Il San Francisco Museum of Modern Art offre dei podcast (all'indirizzo here) che includono interviste audio e video con gli artisti, i curatori e i visitatori che spiegano o commentano i lavori esposti.

I visitatori possono anche risparmiare 2 dollari sull'entrata se dimostrano di avere sui loro lettori mp3 il podcast dell'artista scozzese Douglas Gordon, che racconta di come ha filmato un elefante nel cuore della notte per il suo lavoro "Play Dead: Real Time", recentemente esposto al museo.

Il Chicago History Museum permette ai visitatori di scaricare tre tour tra cui due di esibizioni permanenti e uno di un'esibizione speciale.

Un recente sondaggio dell'Institute of Museum and Library Services ha scoperto che chi visita i siti è incline a raddoppiare la frequenza delle visite ai musei. "Gli utenti Internet visitano di persona i musei 2,6 volte più spesso di quelli che non usano Internet", ha detto Mamie Bittner, vicedirettore della società.

Dopo due anni di ricerche di mercato e ore su ore di lavoro, l'Indianapolis Museum of Art lo scorso autunno ha lanciato un sito ricco di link a Flickr, YouTube e Facebook. Il sito rende disponibile al pubblico 65.000 pezzi della sua collezione.

"Abbiamo fatto un buon lavoro in passato usando il Web per dire alle persone dove siamo e dove parcheggiare. Ora ci stiamo muovendo per diventare una risorsa di contenuti", ha detto Robert Stein, Cio dell'Indianapolis Museum of Art.

"Ci sono così tante forme di social networking e interazione online, ci piacerebbe coinvolgere la gente in questo genere di cose per quanto riguarda l'arte", ha detto.

Stein ha anche osservato che il Web permette a persone che altrimenti non potrebbero visitare i musei di scoprirne i tesori, e che Internet offre ai visitatori l'opportunità di godersi tutti i pezzi d'arte, anche quelli non in esposizione.

"Il Web è un grande mezzo con cui la gente può vedere quello che abbiamo da offrire", ha detto Stein.

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