Telefonini, per Fda Usa necessario studiare effetti sui bimbi

venerdì 18 gennaio 2008 11:17
 

WASHINGTON (Reuters) - I ricercatori dovrebbero studiare di più bambini e donne incinta per cercare di capire se i telefoni cellulari o altri dispositivi wireless possono danneggiare la salute. A sostenerlo è il Consiglio nazionale della ricerca americano.

Alcuni studi hanno indicato un possibile collegamento tra uso del cellulare e tumori al cervello, anche se altre ricerche vanno invece in senso opposto. Ma siccome i dispositivi wireless sono ormai ovunque, i ricercatori vogliono assicurarsi la loro sicurezza.

La Food and Drug Administration ha chiesto al Consiglio di suggerire alcune linee guida per le ricerche future. Il Consiglio, che consiglia il Congresso e il governo federale sulle questioni scientifiche, ha organizzato un meeting di esperti con ingegneri e biologi e ha divulgato la relazione completa.

Molti studi si sono concentrati solo sugli effetti a breve termine e sugli adulti in salute, spiega il rapporto.

Servono molti più studi sull'esposizione multipla e a lungo termine alle radiofrequenze (Rf) di bassa intensità.

"Misurare la quantità di energia Rf a cui sono esposti bambini, giovani, donne incinta e feti per via di dispositivi wireless e antenne emittenti di Rf potrebbe aiutare a definire i range di esposizione delle varie popolazioni", ha scritto il consiglio in una dichiarazione.

"Nonostante non si sappia se i bambini siano più sensibili all'esposizione agli Rf, potrebbero correre rischi maggiori perchè i loro organi e tessuti si stanno ancora sviluppando", ha aggiunto.

"In più, le percentuali di assorbimento per i bambini sono probabilmente più alte che per gli adulti, perchè la lunghezza d'onda dell'esposizione è più vicina alla frequenza di risonanza del corpo per gli individui più piccoli".

Inoltre, i bambini di oggi saranno esposti per molto più tempo alle Rf dei cellulari rispetto agli adulti, perchè iniziano a usarli in giovane età.

 
<p>Imamgine d'archivio di un bambino con in mano un cellulare. REUTERS/Sima Dubey (INDIA)</p>