It, metà spesa Pa a società pubbliche "in house" - Assinform

lunedì 17 marzo 2008 17:16
 

MILANO (Reuters) - Oltre la metà della spesa informatica della pubblica amministrazione italiana finisce direttamente nelle casse delle società pubbliche cosiddette "in house" e da ciò deriva il mancato decollo dell'e-government nel nostro paese.

Lo afferma il Rapporto Assinform 2008 sull'andamento del settore Ict nel 2007, presentato oggi a Milano dal presidente di Assinform, Ennio Lucarelli, e dall'amministratore delegato di NetConsulting, Giancarlo Capitani.

"La domanda It della Pa è scesa nel 2007 di -0,6%, oscillando negli ultimi anni intorno a un'asfittica quota di 3 miliardi di euro", ha spiegato Lucarelli.

"Ma la riduzione della spesa informatica riguarda solo la parte che viene posta sul mercato. Oltre la metà, infatti, pari a 1,5 miliardi di euro, finisce direttamente nelle casse delle società pubbliche in house, cifra che cresce di oltre 100 milioni di euro l'anno".

"I risultati di un'informatica che continua a essere applicata al di fuori di ogni criterio concorrenziale, scelta non attraverso selezioni sulle migliori offerte, ma per aumentare l'occupazione politica del mercato, si vedono in un e-government che non decolla, anzi arretra: i siti pubblici, infatti, sono gli unici il cui utilizzo è in netto calo".

Secondo l'Istat infatti gli italiani che negli ultimi 3 mesi hanno utilizzato il Web per avere a che fare con la pubblica amministrazioni sono pochi: le persone che hanno usato Internet per ottenere informazioni da siti della Pa sono solo il 35,9%, quelle che l'hanno usato per scaricare moduli il 24% e quelle che se ne sono servite per spedire moduli il 10,7%.