Videogame, identikit del giocatore europeo sfata luoghi comuni

martedì 27 maggio 2008 17:02
 

MILANO (Reuters) - Altro che pigroni e asociali: gli utenti di videogame europei trascorrono videogiocando circa lo stesso tempo che dedicano a guardare la televisione o a socializzare con amici e familiari, e considerano il videogioco un modo divertente per passare il tempo.

A rivelarlo, sfatando alcuni luoghi comuni sulla comunità dei videogiocatori, lo studio "Video Gamers in Europe 2008" condotto da Nielsen Games per conto di Isfe (Interactive Software Federation of Europe) sulla base di 6.000 interviste a giocatori di 15 paesi europei, Italia compresa.

Innanzitutto le modalità di diffusione: i videogiochi si classificano fra le principali attività ricreative per gli europei, secondo lo studio. Il 40% delle persone gioca dalle 6 alle 14 ore alla settimana, circa lo stesso tempo dedicato a guardare la televisione, navigare in Internet o visitare parenti e amici. Ai videogiochi vengono riconosciuti vantaggi esclusivi rispetto ad altre forme di intrattenimento come televisione e film. Il 72% delle persone gioca per divertimento, il 57% trova nei videogiochi un modo per stimolare l'immaginazione e il 45% afferma che il gioco li fa riflettere. L'aspetto sociale dei giochi online con altre persone è un buon incentivo secondario per i giocatori, secondo lo studio.

In secondo luogo, otto genitori-giocatori europei su 10 usano i videogame con i propri figli e più della metà controllano la qualità dei giochi acquistati in famiglia, secondo quanto rivela lo studio.

Infine, sembra che i non giocatori non nutrano pressoché alcuna avversione riguardo ai videogiochi. Circa la metà di chi sceglie di non giocare (48%) cita semplicemente la mancanza di tempo come motivo per il quale non si dedica ai videogame.

"I risultati della nostra ricerca confermano ciò che chi lavora nel settore considera un dato di fatto: i videogiochi occupano attualmente una posizione riconosciuta nella cultura dell'intrattenimento", ha commentato Jens Uwe Intat, Presidente dell'Isfe.

AD OGNUNO IL SUO GIOCO

"Le persone che oggi si dedicano ai videogiochi appartengono a tutte le classi di età, sesso e nazionalità", continua Intat.

Il sistema Pegi (sistema di simboli di classificazione per età del Pan European Gaming Information), in particolare, aiuta nella scelta dei giochi adatti perché ben il 93% degli intervistati lo sa interpretare, e quasi la metà dei genitori lo trova "estremamente utile" o "molto utile".   Continua...

 
<p>Appassionati di videogame provano il gioco per il sistema Wii di Nintendo "Super Smash Bros. Brawl" presentato all"E for All Expo' di Los Angeles, il 19 ottobre 2007. REUTERS/Fred Prouser (Usa)</p>