Impronte, nuova tecnica potrebbe risolvere casi irrisolti

venerdì 5 settembre 2008 16:22
 

LONDRA (Reuters) - La scoperta farebbe felice persino Sherlock Holmes: alcuni scienziati britannici hanno sviluppato una nuova tecnica anticrimine che permette di rilevare le impronte digitali anche sui proiettili ripuliti.

Gli investigatori d'oltremanica, seguiti dai colleghi statunitensi, hanno utilizzato il metodo per riaprire i cosiddetti "cold cases", i delitti irrisolti. Tra questi - spiega John Bond, il fisico che ha sviluppato la tecnica - anche un duplice omicidio, che ora la polizia spera di risolvere presto.

"In un caso la prova è servita a identificare il colpevole", spiega Bond, ricercatore della Università di Leicester e consulente della polizia della contea di Northamptonshire.

Il metodo utilizzato normalmente per la rilevazione delle impronte, che ha ormai più di un secolo, si basa su una reazione chimica che rende visibile il sudore lasciato su un oggetto. Se però il sudore viene ripulito con un panno -- spiega Bond in un'intervista telefonica -- non c'è nessuna sostanza che possa reagire col composto chimico, e i metodi classici diventano inutili.

Grazia alla nuova tecnica, la polizia può invece ottenere l'impronta anche se non vi sono tracce di sudore.

Il sudore infatti, in alcuni dei metalli contenuti nei proiettili, ha un'azione corrosiva che si manifesta in piccole venature della larghezza di un capello. Cospergendo tali metalli con una polvere finissima e applicando corrente, spiega Bond, la polvere si attacca alle aree corrose fornendo la potenziale impronta digitale.

"La polvere si attacca solo dove il metallo è corroso ... e si può vedere l'immagine dell'impronta", spiega il fisico, il cui team ha pubblicato le scoperte sul Journal of Forensic Sciences e il Journal of Applied Physics.

Anche se la tecnica non funziona per tutti - alcune persone hanno secrezioni con un livello salino troppo basso per corrodere al punto da ottenere l'impronta - in alcuni casi di omicidio può fornire la prova decisiva per capire chi abbia caricato un'arma.

 
<p>Manoscritto del creatore di Sherlock Holmes, Sir Arthur Conan Doyle, in un'immagine d'archivio. REUTERS/Stephen Hird</p>