Vendevano su aste online file illegali, 18 indagati - GdF

venerdì 14 dicembre 2007 11:08
 

MILANO (Reuters) - Le Fiamme Gialle hanno indagato 18 persone e sequestrato 600.000 file nell'ambito di un'indagine su attività illecite di commercializzazione di prodotti video, audio e software realizzata attraverso una famosa società di aste sul Web. Lo riferisce la Guardia di Finanza in un comunicato.

Dall'indagine -- delegata dalla Procura della Repubblica di Udine e compiuta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza della città friulana -- è stato riscontrato che i 18 indagati vendevano tramite il sito merce contraffatta o ottenuta tramite duplicazioni illecite o download illegale da Internet.

In una prima fase delle indagini -- spiega il comunicato -- sono state eseguite numerose perquisizioni in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sicilia presso le abitazioni private dei soggetti indagati, ed è stato sequestrato materiale hardware e software comprendente elaboratori elettronici, masterizzatori, stampanti xerografiche e decine di migliaia di supporti magnetici, programmi e file.

Nella fase successiva, condotta con l'ausilio di periti appartenenti alla Federazione contro la Pirateria Musicale (F.P.M.) ed alla Federazione Anti Pirateria Audio Visiva (F.A.P.A.V.), sono stati rinvenuti complessivamente circa 600.000 file di film, musicali e programmi software, per la gran parte ottenuti con procedure di download illecite dalla rete Internet con programmi di filesharing.

Nei confronti dei 18 indagati sono state verbalizzate sanzioni amministrative per decine di milioni di euro, e verranno inoltre effettuati degli accertamenti fiscali trattandosi di evasori totali.

In Italia l'attuale assetto normativo in materia prevede sanzioni penali e amministrative a carico di chi scarica illegalmente opere tutelate. Ricorrere a tale procedura comporta sempre una sanzione amministrativa che va da un minimo di 103 euro ed un massimo di 1.032 euro per ogni opera, nonché l'applicazione di diverse pene in riferimento alle finalità del reato, prevedendo, in caso di lucro, una multa e la reclusione sino a tre anni.

 
<p>Immagine d'archivio dell'interno di un Internet caf&eacute;. REUTERS/Simon Zo (CHINA)</p>