Web:dilagano i "trojan", strumento del cyber-crimine,dice studio

mercoledì 23 aprile 2008 16:28
 

LONDRA (Reuters) - Ci sono dei veri e propri cyber-criminali dietro la crescita vertiginosa dei programmi nascosti chiamati "trojan" - che infettano i computer per vendere software malvagio, mandare mail indesiderate e sottrarre dati personali - secondo quanto afferma una ricerca.

In un rapporto diffuso a Londra, Microsoft spiega che la quantità di trojan rimossi dai pc di tutto il mondo nella seconda metà del 2007 è triplicata rispetto al primo semestre.

Il numero è aumentato così in fretta perché sempre più computer sono dotati di software che rileva il "malware" - i cosiddetti programmi maligni - e perchè i criminali considerano ormai i trojan il loro strumento preferito, secondo quanto spiegato nel rapporto.

"I numeri sono davvero esplosi, è (una cifra) enorme", ha commentato Vinny Gullotto, general manager del Microsoft Malware Protection Center. "Ci sono intenzioni criminali".

Secondo Microsoft, il problema è su scala globale e legato a gruppi criminali organizzati.

"La maggioranza (dei trojan) arriva da Usa, Cina, Russia e Sud America", ha detto Gullotto.

Microsoft ha spiegato che il numero di pc in tutto il mondo che è stato dotato di strumenti di sicurezza dopo essere stato infettato da trojan è aumentato da un milione nella seconda metà del 2006 a 19 milioni nella seconda metà del 2007.

I trojan possono intercettare i caratteri digitati sulla tastiera per ottenere password, mandare spam da computer privati o usare informazioni personali per scopi criminali.

La più comune famiglia di trojan l'anno scorso è stata "Win32/Zlob", malware che le persone scaricavano involontariamente da Internet. Le persone erano indotte al download da una scritta che diceva che il loro pc aveva bisogno di un aggiornamento per vedere i video online. Una volta installato, il trojan bombardava le persone con messaggi pop up e finti avvisi che dicevano che il computer era infetto, per poi inviare pubblicità che offriva software anti-spyware su siti che potevano esporre i clienti a frodi con carte di credito.

La relazione è online all'indirizzo www.microsoft.com/security/portal/sir.aspx

 
<p>Un uomo al computer. REUTERS/Chris Pizzello</p>