I fanatici di videogiochi non sono nerd asociali, rivela studio

giovedì 12 giugno 2008 15:27
 

SYDNEY (Reuters) - Se giocate per ore ed ore con i videogame la vostra salute potrebbe risentirne, ma, secondo uno studio australiano, non significa che siate dei "nerd" asociali e le vostre doti relazionali non verranno compromesse.

Lo studio dello psicologo australiano Daniel Loton ha identificato il 15% dei 621 adulti che hanno risposto ad un questionario online come "giocatori a rischio" che passano più di 50 ore alla settimana giocando.

Solo l'1% di essi, però, presenta scarse abilità sociali, in barba allo stereotipo che dipinge i videogiocatori accaniti come soli, incalliti, e dipendenti perché incapaci di socializzare.

"Le nostre scoperte indicano che il gioco non causa problemi sociali, e i problemi sociali non spingono le persone a giocare", ha detto a Reuters Loton dalla Victoria University.

"E' importante notare che persino i giocatori a rischio non presentano segni evidenti di scarse abilità sociali o bassa autostima".

Loton ha spiegato che tra le caratteristiche del giocatore a rischio ci sono il pensiero fisso del gioco e l'incapacità di smettere.

Lo psicologo, che ha ammesso di usare videogiochi da sempre, ha passato gli ultimi due anni a lavorare allo studio, elaborato a partire dalle risposte di persone per la gran parte maschi e australiani.

Le rivelazioni arrivano dopo le dichiarazioni dell'anno scorso della American Medical Association (Ama), che ha etichettato i "Mmorpg gamers" (ovvero coloro che giocano con Multiplayer Online Role-Playing Game) come "socialmente emarginati, forse sofferenti di alti livelli di solitudine emotiva e/o difficoltà con le interazioni sociali della vita reale".