Lazio, Casalesi volevano il club: 10 arresti,anche per Chinaglia

martedì 22 luglio 2008 14:28
 

MILANO (Reuters) - Dietro la tentata scalata alla Lazio del 2006 si nascondeva il clan dei Casalesi, che avevano tentato di acquistare la società attraverso l'aiuto di terzi con il denaro frutto di attività di concorrenza sleale, condotta con atti violenti ed intimidatori, secondo modalità mafiose.

La scoperta del disegno criminoso da parte delle Fiamme Gialle e dalla Polizia di Roma ha portato oggi a 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di cittadini italiani e stranieri per il reato di riciclaggio con l'aggravante dell'intimidazione mafiosa.

Tra i destinatari c'è anche l'ex presidente del club Giorgio Chinaglia -- latitante negli Usa -- già sotto processo nella capitale per il reato di aggiotaggio, che avrebbe commesso all'epoca del tentativo di scalata. L'ex giocatore aveva infatti detto all'epoca di rappresentare un gruppo farmaceutico ungherese interessato a rilevare la maggioranza del pacchetto azionario della squadra, ma successivamente il gruppo Richter Gedeon aveva smentito un suo interessamento.

Alla luce dei nuovi sviluppi delle indagini, Chinaglia è risultato intestatario di conti correnti italiani ed esteri dove sarebbero dovuti confluire in tre tranche i 24 milioni destinati all'acquisto della società, riconducibili in ultima istanza al clan camorristico, secondo quanto riferito da una fonte investigativa.

"(Chinaglia) ha avuto un ruolo significativo perchè la sua figura è stata utilizzata come punto esterno di riferimento nel tentativo di acquisto", ha detto la fonte, aggiungendo che per questa sua attività di "formale acquirente" l'ex presidente è stato retribuito per 700.000 mila euro.

L'operazione "Broken Wings" è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

 
<p>Claudio Lotito, presidente della Lazio. REUTERS/Dario Pignatelli (ITALY)</p>