Usa, realizzato computer che legge nel pensiero

venerdì 30 maggio 2008 10:48
 

WASHINGTON (Reuters) - Un computer è stato "addestrato" a leggere nella mente di persone che pensano a parole specifiche sulla base di "fotografie" del loro cervello.

Ad annunciarlo alcuni ricercatori in uno studio pubblicato sulla rivista Science, che sperano possa favorire una migliore comprensione di come e dove il cervello immagazzina le informazioni.

Secondo Tom Mitchell del Machine Learning Department della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, che ha co-coordinato studio, la scoperta potrebbe portare a migliori cure per i disordini linguistici e le difficoltà di apprendimento.

"La domanda a cui stiamo cercando di rispondere è quella che ci facciamo da secoli: in che modo il cervello organizza la conoscenza?", ha spiegato Mitchell in un'intervista telefonica.

Il team di scienziati ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per fotografare il cervello in presa diretta.

Innanzitutto il computer è stato "tarato" sulla base delle risonanze di nove volontari che hanno pensato a 58 parole diverse.

"Abbiamo dato istruzioni alle persone dicendo loro 'Vi mostreremo delle parole e quando le vedrete dovrete pensare alle loro proprietà ", ha spiegato Mitchell. Il cervello dei volontari è stato fotografato mentre pensavano a ciascuna delle 58 parole, per creare una sorta di "media" dell'immagine per ogni parola. Tra due immagini cerebrali legate ad una stessa parola esistono infatti piccole differenze da persona a persona.

A questo punto è arrivato il vero e proprio esperimento.

"Dopo scelto altre 58 parole, abbiamo detto 'Ecco due nuove parole che (il computer) non ha visto, sedano e aeroplano' ". Abbiamo chiesto al computer di scegliere quale immagine corrispondeva a quale parola, e lui ci è riuscito.

Il passo successivo ora è studiare l'attività cerebrale generata dalle frasi.

"Se dico 'coniglio' o 'coniglio veloce' o 'coniglio tenero', sono concetti molti diversi", ha detto Mitchell.

 
<p>Un'immagine dell'esperimento. REUTERS/Carnegie Mellon University/Handout</p>