Corsa giornali ad iPad lancia startup di italiani in California

lunedì 31 maggio 2010 12:52
 

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - Il successo del nuovo lettore digitale iPad di Apple, disponibile dalla settimana scorsa anche in Europa, oltre alla corsa degli appassionati all'acquisto, ha scatenato anche una rincorsa del mondo dell'editoria alla conversione dei propri contenuti in versione digitale, per poter essere fruibili oltre che sui telefonini anche sul nuovo apparecchio. Con il lancio, anche, di una start up fondata da italiani in California che si occupa da alcuni mesi proprio della conversione di giornali e riviste dal cartaceo in digitale, con un software utilizzato già da un centinaio di testate della stampa italiana, da Repubblica e Internazionale a diversi giornali locali.

"Consideriamo ultimata a fine maggio la fase di test Italia, come mercato di prova, ora (ci apprestiamo ad affrontare) il mercato internazionale, con l'avvio delle attività per promuoverlo presso l'editoria europea e americana", dice a Reuters Mario Mariani, cagliaritano, sino al 2008 amministratore delegato di Tiscali Italia spa , che ha fondato lo scorso anno Paperlit (www.paperlit.com) assieme a Gionata Mettifogo, veronese, autore di diversi software di successo (il primo realizzato a 17 anni), applicazioni per Mac e prodotti per Microsoft, oltre al portale vocale Voceviva, poi venduto a Tiscali.

Costituita lo scorso agosto, con una piattaforma sviluppata nell'arco del 2009 ed i primi test a fine novembre, con i primi editori interessati alla piattaforma per iPhone, Paperlit, dice Mariani, ha avuto subito successo, registrando in pochi mesi oltre 100.000 applicazioni personalizzate scaricate per gli editori suoi clienti.

Con l'annuncio dell'arrivo di iPad, che molti esperti ritengono potrà rappresentare una rivoluzione in digitale per il mondo dell'informazione tradizionale, Paperlit ha aggiornato il software per poter gestire i giornali anche su iPad dalla piattaforma, disponibile una settimana prima del lancio su App Store, con applicativi personalizzati per i clienti.

E dopo meno di sei mesi per completare la fase test di mercato in Italia, conta oggi un centinaio di testate tra quotidiani, molti dei quali locali, settimanali e altri periodici, una cinquantina dei quali già operativi su iPhone ed iPad, con oltre 150.000 applicazioni scaricate e un servizio che si rivela prezioso soprattutto per i piccoli editori, che non hanno molti strumenti, dice Mariani.

Perchè "all'editore basta caricare sulla (piattaforma i contenuti in formato) Pdf... noi gestiamo anche l'integrazione con sistemi di abbonamento e sistemi di pagamento Apple".

Paperlit ha un business basato su licenza software e servizio, ottiene un ricavo dal costo di set up e personalizzazione per l'editore, più un canone minimo garantito e una percentuale al mese per lettore.

Proprio questa formula di sevizio integrato, personalizzazione dei ogni software per testata e gestione del rapporto con i lettori, secondo Mariani, è l'originalità di Paperlit, in un mercato di contenuti editoriali digitali in cui prevalgono software semplicemente "convertitori" oppure "edicole globali" come Issu (www.issu.com) o Zinio (www.zinio.com).

Paperlit fa parte dell'incubatore The NetValue, fondato da Mariani nel 2009 in Sardegna. Una regione, ricorda, d'avanguardia nel campo delle nuove tecnologie e del web grazie anche al Crs4 (Center for Advanced Studies and Development in Sardinia) che ha raccolto negli anni passati ricercatori di prim'ordine, portati dal Nobel Carlo Rubbia dal Cern. Un patrimonio di competenze che ha favorito esperienze innovative come il primo quotidiano europeo online, L'Unione Sarda. E il lancio di Video On Line, poi acquisito da Telecom Italia e divenuto la base di Tin.it.

 
 
<p>Una bimba alle prese col nuovo iPad nell'Alle Store di Londra, il 28 maggio scorso. REUTERS/Luke MacGregor</p>