Pakistan, tribunale ritira il blocco su Facebook

lunedì 31 maggio 2010 11:03
 

ISLAMABAD (Reuters) - Un tribunale pakistano ha revocato oggi il divieto di utilizzo di Facebook, "colpevole" di aver ospitato un concorso per disegnare il Profeta Maometto, anche se l'accesso a qualsiasi materiale ritenuto "blasfemo" resterà interdetto, secondo un avvocato.

Qualsiasi rappresentazione del Profeta Maometto è ritenuta blasfema e anti-islamica dai musulmani, che sono la stragrande maggioranza della popolazione del Pakistan, così Facebook è stato bloccato due settimane fa per il concorso on line per le caricature.

L'Alta corte di Lahore ha ordinato lo sblocco di Facebook, dopo aver ricevuto garanzie dal governo che il "materiale blasfemo" non sarebbe più stato accessibile in Pakistan, secondo quanto riferito alla Reuters dall'avvocato Azhar Siddique.

"Il governo ha garantito al tribunale a nome del sito che il materiale blasfemo non sarà visibile in Pakistan, ha detto Siddique, un rappresentante del Forum degli avvocati islamici, che ha chiesto e ottenuto il blocco di Facebook.

"Il tribunale.... mi ha detto che posso muovere l'accusa di oltraggio alla corte se del materiale blasfemo fosse ancora riscontrato nel sito in Pakistan, in violazione alla legge pakistana".

Facebook dovrebbe essere riaccessibile in giornata nel paese. Anche YouTube è rimasto bloccato per un breve periodo in Pakistan per lo stesso motivo, per essere poi riabilitato la scorsa settimana con l'interdizione dei soli video "incriminati".

L'opinione pubblica pakistana si è divisa tra quanti si sono detti favorevoli al blocco dei siti, e quanti avrebbero preferito un blocco relativo ai soli contenuti specifici.

 
 
<p>Studenti pakistani protestano a Lahore contro Facebook per un concorso di vignette sul profeta Maometto. La foto &egrave; dello scorso 19 maggio. REUTERS/Idrees Boby</p>