Larga banda, Fastweb Wind e Vodafone ad Agcom:switch-off come Tv

mercoledì 26 maggio 2010 19:20
 

ROMA (Reuters) - Fastweb, Vodafone e Wind hanno chiesto ad Agcom lo switch-off obbligatorio dalla rete in rame a quella in fibra, proprio come si sta facendo per il digitale terrestre, per realizzare il loro progetto di cablatura in fibra, sostituendo il rame nell'ultimo miglio, delle prime 15 città italiane.

Uscendo dall'incontro tra i tre operatori con l'Authority per le comunicazioni, l'amministratore delegato di Wind, Luigi Gubitosi, ha riferito che le aziende hanno "bisogno in tempi rapidi di un contesto chiaro in cui operare. Per questo abbiamo presentato le nostre richieste per poter andare avanti con il progetto".

Il piano, che prevede costi per 2,5 miliardi e la cablatura di 15 città, ipotizza l'intervento di Telecom Italia, che si dovrebbe far carico di un terzo dell'investimento complessivo e della Cassa depositi e prestiti che sopporterebbe un ulteriore terzo.

Stefano Parisi, ex ad di Fastweb e oggi responsabile per il progetto, ha detto che le condizioni dei tre operatori concorrenti di Telecom Italia sono, "oltre alla migrazione forzata dal rame alla fibra, che la rete che si va a costruire sia punto punto e in unbundling, che ci sia l'obbligo di accesso ai cavidotti e che i il costo di unbundling per cavidotti e rame sia calcolato al costo storico" e non a quello aggiornato.

I rappresentanti dei tre operatori in tema di tariffe sono stati chiari: "Bisogna incentivare la fibra e non il rame. Per questo le nuove tariffe proposte dall'autorità che incentivano il rame sono sbagliate", ha detto l'ad di Vodafone italia, Paolo Bertoluzzo.

Secondo i tre manager lo switch-off potrebbe essere fatto senza attendere l'intera realizzazione del progetto di riconversione alla fibra che richiederà 5 anni dal momento in cui si parte: "Nel nostro settore si potrebbe farlo anche per singoli quartieri, non è come per la televisione che bisogna farlo per macroaree".

Per parte sua i presidente di Agcom, Corrado Calabrò, ha benedetto il piano. In una nota diffusa al termine dell'incontro si dice: "Abbiamo ascoltato con grande interesse le proposte: ben venga un'iniziativa che contribuisca a far decollare un progetto che l'Autorità considera decisivo per il futuro del sistema paese e per il quale ritiene essenziale la collaborazione tra tutti i soggetti interessati".

Calabrò ha anche detto che "l'Agcom è pronta a fare la sua parte, predisponendo regole chiare e precise, con l'obiettivo di favorire gli investimenti nelle Ngn (New generation network) e garantire concorrenza tra operatori".

Il prossimo 3 giugno all'Agcom ci sarà l'audizione di Telecom Italia..

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