Nasa abbandona definitivamente su Marte navicella Phoenix

martedì 25 maggio 2010 09:36
 

LOS ANGELES (Reuters) - La Nasa ha ufficialmente abbandonato la sua sonda su Marte Phoenix, quasi due anni dopo che aveva interrotto le sue indagini sulla superficie del polo settentrionale del Pianeta rosso, secondo quanto ha riferito la stessa agenzia spaziale.

Phoenix, una navicella alimentata ad energia solare, all'incirca delle dimensioni di un'utilitaria, è atterrata su marte il 25 marzo del 2008, dove per cinque mesi ha raccolto e analizzato campioni di suolo, in cerca di composti chimici che avrebbero potuto testimoniare la presenza di vita.

Il lavoro della sonda si è arenato con la scomparsa del sole all'orizzonte, che ha segnato l'arrivo dell'autunno e dell'inverno di Marte, con la zona polare rimasta al buio totale e a temperature bassissime.

Al termine del periodo di inattività, considerati i due anni terrestri che il pianeta impiega a completare un'orbita intorno al sole, la Nasa come temeva ha tentato invano di ristabilire un contatto radio con la sonda tramite il satellite Mars Odissey, in orbita sopra la zona di atterraggio.

Un'immagine trasmessa da un secondo satellite Nasa, il Mars Reconnaisance Orbiter, ha mostrato gravi danni provocati dal ghiaccio ai pannelli solari della sonda.

La Phoenix è stata la sesta navetta spaziale a raggiungere la superficie di Marte dall'inizio del programma Viking, iniziato negli anni '70. Al momento, la Nasa dispone di altre due sonde su Marte, la Spirit e la Opportunity entrambe arrivate nel 2004.

Uno dei più interessanti rilevamenti portati a termine dalla Phoenix è stata la scoperta del percolato, un composto chimico ossidante che sulla Terra fa da nutrimento ad alcuni microbi.

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<p>La sonda Phoenix in due foto della Nasa, del 2008 (a sinistra) e del 2010 (a destra) REUTERS/NASA/JPL/Caltech/University of Arizona/Handout</p>