Usa potrebbero avviare indagine antitrust su Apple

martedì 4 maggio 2010 11:16
 

SAN FRANCISCO (Reuters) - Le autorità di regolamentazione americane stanno esaminando la possibilità di aprire un'indagine per verificare se Apple ha violato le leggi antitrust imponendo che le applicazioni per iPad ed iPhone siano realizzate usando suoi strumenti di programmazione.

Lo ha riferito ieri una fonte informata della materia.

La notizia è coincisa con un bisticcio di alto profilo tra Apple e Adobe Systems, che produce il software Flash ampiamente utilizzato per fornire video e realizzare giochi.

Per quanto Flash sia quasi dappertutto su Internet, Apple lo definisce un ingombrante consumabatterie e l'amministratore delegato di Apple Steve Jobs non permetterà a Flash di essere inserito in iPhone o iPad, o di essere uno strumento usato per realizzare applicazioni per questi congegni.

Apple ha venduto oltre 50 milioni di iPhones dal suo debutto nel 2007, e un milione di iPad dalla sua uscita lo scorso 3 aprile. La popolarità di questi apparecchi si traduce in un esame più approfondito di ogni mossa di Apple relativa alla piattaforma smartphone.

Sia la Federal Trade Commission che il Dipartimento di Giustizia si richiamano alla legge antitrust, e non è stato deciso quale organismo debba farsi carico del caso Apple, ha detto la fonte, che ha parlato in forma privata per ragioni professionali.

Il New York Post ha scritto per primo dell'interesse delle autorità per la linea di condotta di Apple, dicendo che le due agenzie stavano discutendo su chi dovesse occuparsene.

Intanto dopo una serie di scaramucce durate mesi, la settimana scorso la controversia tra Apple è esplosa, quando Jobs ha pubblicato una lettera aperta definendo Flash inadatto per apparecchi portatili.

Jobs ha definito Flash "chiuso e proprietario" perchè Adobe ne controlla la tecnologia -- accuse che sono state mosse anche ad Apple riguardo la piattaforma iPhone, usata anche per iPad.

Apple ha proibito a sviluppatori di software di utilizzare Flash -- ed altri linguaggi di programmazione -- per realizzare app per la sua nuovissima piattaforma iPhone, così le società devono utilizzare strumenti approvati da Apple e adattare i loro programmi ai consumatori, cosa che richiede costi e lavoro aggiuntivi. Apple sostiene che consentire l'uso di strumenti di parti terze finirebbe con il produrre applicazioni con "sub-standard" app. Mentre i critici affermano che l'azienda sta abusando della propria posizione.

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<p>Steve Jobs, amministratore delegato di Apple, in foto d'archivio. REUTERS/Robert Galbraith</p>