21 aprile 2010 / 14:47 / 7 anni fa

Sicurezza informatica: italiani poco protetti, dice Symantec

<p>Enrique Salem, capo di Symantec, in foto d'archivio.Fred Prouser</p>

MILANO (Reuters) - Nel campo della sicurezza informatica, gli italiani risultano poco protetti. A livello internazionale infatti l'Italia è al secondo per computer "bot infetti", al primo tra i paesi non di lingua inglese colpiti dal "phishing", il tentativo di impossessarsi in modo fraudolento di dati personali.

Sono le conclusioni di Symantec, società internazionale di sicurezza informatica, che ha pubblicato il suo nuovo Internet Security Threat Report volume XV, in cui si esaminano le principali tendenze del crimine informatico dal primo gennaio al 31 dicembre 2009, in tutto il mondo e a livello italiano.

Tra i dati più interessanti per il nostro Paese, dice l'azienda in una nota, il secondo posto dell'Italia per "computer bot infected", il primo posto come Paese di lingua non inglese per il "phishing".

Un dato rilevante, dice la nota, rapportato al numero di utenti Internet, che in Italia sono circa 13 milioni. E al fatto che l'Italia occupa il quarto posto per diffusione della banda larga.

L'Italia risulta al quarto posto anche per attacchi basati sul web dell'area Emea, e l'8° a livello globale, dal quale hanno origine gli attacchi provenienti dal web.

Quanto alla criminalità 2.0 e all'industrializzazione del crimine, "i modelli organizzativi del crimine del mondo virtuale sono sempre più simili a quelli del mondo reale", dice Symantec. E oggi è ancora più semplice, per chiunque lo voglia, commettere attività malevole e lanciare attacchi.

Infatti, dice la nota, è stato riscontrato un aumento di "crimeware kit": ovvero kit con informazioni e istruzioni che permettono a chiunque di realizzare un codice malevolo per sottrarre informazioni personali e altri tipi di dati. Con tanto di veri e propri listini di acquisto.

Il furto di informazioni riservate "continua ad alimentare l'economia sommersa, nonostante l'arresto della disponibilità di credito dovuta alla recente crisi finanziaria globale", dice Symantec.

Il rapporto rileva inoltre che l'accessibilità alle informazioni sensibili continuerà ad incrementarsi di pari passo con la crescita delle transazioni finanziare on line.

"I dati relativi alle carte di credito sono sempre quelli più richiesti; con appena 30 dollari è possibile acquistare numeri di carte di credito, mentre liste di indirizzi e account di e-mail oscillano tra 1 e 20 dollari, fino ad arrivare agli 850 dollari per le credenziali bancarie", spiega i rapporto.

Il fenomeno "bot infected" inoltre, non riguarda più solo i computer, ma con il diffondersi di dispositivi portatili, quali iPhone, Blackberry, smartphone, "la minaccia si presenta anche tra queste nuove realtà che contribuiscono alla sua diffusione".

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