Minacciata leadership Usa nelle nanotecnologie -report

venerdì 26 marzo 2010 18:12
 

di Julie Steenhuysen

CHICAGO (Reuters) - Gli Stati Uniti devono urgentemente investire di più sulle nanotecnologie se vogliono mantenere la leadership mondiale in questo settore emergente.

Lo afferma un report consegnato ieri a Obama dall'organo presidenziale di consulenza su scienza e tecnologia, secondo cui tra il 2003 e il 2008, gli investimenti americani pubblici e privati nelle nanotecnologie sono cresciuti del 18% annuo contro il tasso mondiale del 27%.

Le nanotecnologie -- ovvero la modellazione e manipolazione di materiali migliaia di volte più sottili di un capello umano -- è stata accolta come una via per arrivare a produrre materiale robusto e leggero, migliori cosmetici e persino cibo più gustoso.

Il rapporto suggerisce un incremento da tre a cinque miliardi di dollari a supporto dell'ufficio nazionale di coordinamento per le nanotecnologie, da cui dipende l'NNI, il National Nanotechnology Initiative, organo che coordina la ricerca e lo sviluppo federali sulla manipolazione della materia più piccola di cento miliardesimi di metro.

Gli Stati Uniti sono attualmente il leader mondiale del settore. Nel 2008 hanno investito complessivamente 5,7 miliardi, più di qualsiasi altro paese al mondo.

"Sebbene siamo il paese leader, la competizione economica degli altri paesi è drammaticamente aumentata", ha dichiarato Maxine Savitz, a capo del gruppo di lavoro dell'NNI, composto da tre membri del consiglio e 12 esperti non governativi.

Il gruppo ha rilevato che nel 2005 l'Unione Europea ha superato gli Usa in investimenti per ricerca e sviluppo sulle nanotecnologie, e nel 2008 i paesi asiatici -- soprattutto Giappone, Cina e Corea del Sud -- hanno speso di più, con la Cina che ha registrato negli ultimi anni il maggior numero di brevetti registrati.

Il rapporto raccomanda poi di studiare sistemi più efficaci per commercializzare i prodotti basati sull'uso di nanotecnologie, ad esempio attraverso la creazione di un fondo strategico per la produzione di questo tipo di prodotti.

Il gruppo reclama anche programmi mirati a preservare i talenti scientifici e dell'ingegneria formati negli Stati Uniti, come l'emissione di permessi di soggiorno permanenti a quegli studenti che abbiano completato un percorso universitario riconosciuto in queste materie, o a quanti possano dimostrare di star lavorando in settore scientifico e di ricerca.

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